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Ritorno sui banchi
prima di Natale? Le
perplessità dei presidi

Videoservizio Simone Arrighi

L’ipotesi avanzata dal premier Giuseppe Conte di riaprire le scuole prima di Natale, tornando a una didattica in presenza, sta facendo riflettere le scuole del territorio, che si preparano e cercano di attrezzarsi in base a quello che succederà. Con la consapevolezza, tuttavia, che la didattica al 100% in presenza non sarà certo possibile e che, anzi, probabilmente sarà ancora quella a distanza a prevalere.

“Stiamo predisponendo un potenziamento importante della connessione di rete, quadruplicandone la potenza” spiega Alberto Ferrari, dirigente del liceo scientifico Aselli. “Ipotizziamo infatti un rientro graduale e scaglionato, presumibilmente al 25%, se si considerano le necessità di non tornare a sovraffollate il trasporto pubblico”. Insomma, un conto è la speranza di rivedere tutti i propri studenti sui banchi, tutt’altra cosa sono le indicazioni oggettive che sono attese. E tra i dirigenti non c’è molto ottimismo rispetto all’ipotesi di riuscire a tornare a scuola prima di Natale. “Bisogna capire quali saranno le modalità ma anche la quantità di studenti che potranno accedere: non ci sono ancora numeri certi ma si può ipotizzare un rientro al 25%, che per noi sarebbero 10 classi” continua Ferrari. “Sicuramente sarebbe già un buon segnale, e consentirebbe alle classi di accedere a scuola a rotazione, in modo da tornata ad avere almeno un minimo di relazioni. Anche perché le difficoltà maggiori dei ragazzi, oggi, sono proprio dal punto di vista relazionale e psicologico”.

Non crede molto nella possibilità di rientro neppure Simona Piperno, dirigente dell’istituto tecnico Ghisleri. “Credo sia più fattibile un rientro dopo Matale, nella speranza che non ci sia la famosa terza ondata che alcuni hanno ipotizzato. Insomma, sebbene comprendo la necessità di riprendere la didattica in presenza, sia come momento socializzante sia come crescita personale degli studenti, la salute e la sicurezza hanno la priorità”.

Da parte degli studenti, del resto, la volontà di ricominciare è tanta: “Il comitato studentesco, Il Megafono, ha appeso degli striscioni in via Palestro chiedendo di tornare sui banchi e anche negli ultimi consigli di classe dai rappresentanti degli studenti è emersa la voglia di tornare a scuola”. Tuttavia è presto per prendere decisioni: “Abbiamo un piano di rientro all’80% e uno al 50%, che erano stati i passaggi avviati già a settembre e ottobre” conclude la preside. “Credo che la scuola abbi risposto benissimo all’emergenza sanitaria approvando rapidamente nuove soluzioni organizzative nuovi spazi, e via di seguito. Ma tutto dipenderà dalle indicazioni che ci perverranno a livello ministeriale”.

Laura Bosio

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