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Lotteria scontrini, Simone Bossi: 'Esercenti penalizzati, interrogazione al Governo'

Prima il monopattino, ora la lotteria degli scontrini: anziché pensare a misure concrete per sostenere aziende, famiglie, cittadini in difficoltà, al Governo, in quello che Pd-Stelle pensano essere una sorta di Luna Park, ci si balocca con questi giochini mentre interi settori economici sono in ginocchio”: a dirlo è Simone Bossi, senatore della Lega che ha presentato un’interrogazione ai ministri dello Sviluppo economico e dell’Economia.

“A pagare, alla fine, sono sempre gli stessi: le associazioni di categoria denunciano che, affinché la lotteria possa partire, un’ampia platea di soggetti ha bisogno di ammodernamenti tecnici che ad oggi il mercato non è stato in grado di eseguire. Solo il 50% degli esercenti a oggi ha registratori di cassa pronti per la lotteria voluta dal Governo, mentre gli altri dovranno eseguire gli interventi di adeguamento necessari con costi che variano tra i 150 e i 300 euro” sottolinea Bossi.

“Complessivamente, il giochino costerà alla categoria altri 400 milioni di euro, dopo quelli spesi per mettersi a norma ad inizio anno per gli scontrini telematici e quelli persi per le limitazioni e le chiusure dovute al Covid. Il primo gennaio 2021, quando la lotteria dovrebbe partire, molti rischiano di non essere pronti. Ho presentato un’interrogazione ai ministri dello Sviluppo economico e dell’Economia per sapere che intenzioni abbiano.

Per permettere una partenza uniforme evitando distorsioni concorrenziali, in genere a danno dei più piccoli, sarebbe bene disporre una proroga che consentirebbe agli esercenti di mettersi in pari ed al Governo di prevedere le dovute misure compensative dei maggiori oneri richiesti per l’adeguamento tecnico dei registratori di cassa”.

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