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Assolti tre funzionari della
Motorizzazione. 'Denunciati
per veleni sul posto di lavoro'

L’avvocato Gualazzini

Assolti con formula piena dall’accusa di truffa ai danni dello Stato. Così ha deciso oggi il giudice nei confronti di Ada Giulia Sassi, Raffaele Ciafone e Maria Montone, tre funzionari della Motorizzazione civile di Cremona finiti a processo in seguito ad un’indagine della guardia di finanza per aver commesso irregolarità attinenti la rendicontazione dell’orario di lavoro, percependo in modo fraudolento cospicue indennità.

In particolare Maria Montone e Raffaele Ciafone dovevano rispondere di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici in quanto, dal dicembre del 2015 al giugno del 2016, nel loro ruolo di funzionari esaminatori per le prove di esame finalizzate al rilascio delle abilitazioni alla guida dei veicoli, formando il prospetto mensile dei turni di servizio, avrebbero attestato falsamente orari difformi rispetto a quelli effettivamente svolti, indicando una permanenza in servizio superiore rispetto a quella reale. C’era poi l’accusa di truffa, in quanto gli imputati si sarebbero procurati l’ingiusto profitto corrispondente alla liquidazione degli straordinari e delle indennità di missione relativi alle ore di servizio falsamente attestate nei prospetti dei turni. Gli stessi reati sarebbero stati commessi anche da Ada Giulia Sassi nel periodo compreso tra novembre 2015 e giugno 2016. In più, l’imputata, dal gennaio 2015 al giugno 2016 avrebbe attestato falsamente di aver utilizzato il proprio automezzo per recarsi presso le autoscuole sedi delle sezioni di esame, procurandosi l’ingiusto profitto corrispondente alla liquidazione dell’indennità di rimborso chilometrico.

L’avvocato Giarrusso

Oggi, al termine del procedimento penale, anche il pm onorario Silvia Manfredi ha chiesto l’assoluzione per i tre imputati in mancanza di prove dell’effettivo danno. I difensori Cesare Gualazzini e Guido Maria Giarrusso sono andati oltre, chiedendo ed ottenendo l’assoluzione piena per i loro assistiti. “Si tratta di esami di guida che gli imputati svolgevano in straordinario”, ha spiegato l’avvocato Giarrusso. “I costi erano interamente a carico dei privati, dunque è escluso che lo Stato sia stato truffato. I rendiconti mensili si riferiscono ad esami richiesti dalle autoscuole, e quindi da privati. Quei riepiloghi sono modalità per consentire ai funzionari di ottenere indennità e rimborsi, si tratta di una modalità di rendicontazione standard, che viene utilizzata a livello nazionale, una prassi generalizzata in tutta Italia con un programma informatizzato per facilitare la rendicontazione mensile”.

L’indagine, curata dalla guardia di finanza e coordinata dalla procura, era nata nel novembre del 2015 dalla denuncia di una collega dei tre imputati. Denuncia, secondo i legali della difesa, sporta “per un malumore all’interno dell’ufficio” dopo la nomina della Montone, che lavora in Motorizzazione dal 1989, come responsabile di sezione. “Questo processo”, secondo gli avvocati Gualazzini e Giarrusso, che hanno parlato anche di un “mancato approfondimento a livello di indagini”, “non avrebbe nemmeno dovuto celebrarsi”. “Una situazione all’italiana”, ha rilanciato l’avvocato Gualazzini: “questo è un processo figlio di tensioni nate sul luogo di lavoro, figlio di una società malata che vede reati ovunque. Qui non c’è stato nè inganno, nè dolo”.

“E’ finito un incubo”, hanno commentato dopo la sentenza i tre funzionari. “Un incubo lunghissimo durato quattro anni”.

L’indagine della finanza, venuta alla luce nell’aprile 2018, si era avvalsa anche di una capillare attività di pedinamento e appostamento durata tre mesi. All’epoca, secondo gli inquirenti, che avevano ipotizzato i reati di falso ideologico, abuso d’ufficio, truffa ai danni dello Stato e interruzione di pubblico servizio, il riscontro dei registri di presenza della Motorizzazione civile avrebbe fatto emergere centinaia di episodi nell’ambito dei quali i tre si sarebbero anche allontanati dal luogo di lavoro senza autorizzazione, recandosi a fare la spesa, commissioni di carattere privato e, talvolta, per questioni strettamente personali. Accuse cadute, tranne per il capitolo delle rendicontazioni per il quale i tre funzionari sono finiti a processo. Oggi l’assoluzione piena per tutti.

Sara Pizzorni

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