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Videolezione dal Canada
per i futuri chef
dell'istituto Einaudi

Toronto chiama l’IIS “L. Einaudi”. Nell’era del digitale, le distanze non esistono: si annullano. E, in virtù della globalizzazione, può pure accadere che una lezione sui tortelli mantovani arrivi niente meno che dal Canada, magari, con lo zampino di un social. Stavolta, galeotta è stata la navigazione in Instagram, in cui il professore di cucina del corso alberghiero Cristian Fusco si è casualmente imbattuto nel profilo del bistrot “Famiglia Baldassarre”, gestito, a Toronto, da Leandro, un trentaseienne intraprendente, con origini e pedigree professionali italiani: le prime da collocarsi tra il Lazio e la Campania, il secondo conquistato sul campo, anche da noi, qui, nel cremonese. L’incontro è stato un colpo di fulmine, un amore a prima vista, perché anche Fusco ha alle spalle una solida conoscenza del settore, in quanto la sua famiglia ha gestito per generazioni l’ “Hostaria il cacciatore” di Pieve San Giacomo.

Di qui l’idea, nata per gioco, con l’invio di un messaggio vocale. Ma ora il sogno si è tramutato in realtà, grazie al “sì” della dirigente Nicoletta Ferrari: lunedì 30 Novembre, è stata effettuata una videolezione di due ore, tramite Google Meet, grazie alla quale tutti gli studenti dell’enogastronomico hanno conosciuto il simpatico chef, per apprendere, in diretta, il segreto dei suoi ravioli di zucca, per i quali i canadesi impazziscono, a causa dell’insolito connubio tra dolce e salato.

Fusco afferma: “Ormai bisogna superare la classica spiegazione frontale, occorre sperimentare e sfruttare le nuove tecnologie. Internet e le sue risorse devono essere messe al servizio della didattica, che, nel pieno della pandemia da coronavirus, non può che essere integrata o a distanza. Il mio progetto rappresenta in modo inequivocabile la tenacia dei docenti dell’istituto, i quali, seppure tra le mille difficoltà provocate dalle misure di contenimento del contagio, non intendono rinunciare alla pratica laboratoriale, sfruttando modalità alternative a quelle utilizzate fino all’anno scorso”. Fusco aggiunge: “Un discorso di questo tipo diventa inoltre particolarmente interessante, poiché consente di unire l’aspetto culinario con quello della padronanza delle lingue straniere. Per collegarci con la provincia dell’Ontario, diventerà strategico il coinvolgimento degli insegnanti di inglese”.

L’appuntamento si è aperto con un momento autobiografico, per consentire al giovane cuoco ed imprenditore di raccontare la propria esperienza, presso i maggiori ristoranti stellati italiani (dal celebre “Dal pescatore” di Nadia Santini, a Runate, all’”Enoteca Pinchiorri” di Firenze, giusto per citarne alcuni). Successivo l’approdo nel locale “La locanda degli artisti” di Sergio Carboni, a Cappella de’ Picenardi, dove Leandro ha imparato a cucinare fasulin de l’öc e cotechino, per poi riproporli nelle sagre della sua città, a riprova della grande esportabilità delle ricette tipiche del nostro territorio, anche in paesi lontani e con abitudini alimentari diversissime. La parte successiva ha avuto un taglio più manageriale e tecnico, grazie all’illustrazione dell’attività quotidiana e degli strumenti in essa utilizzati e tali da consentire la produzione di centoventi chili giornalieri di pasta fresca anche a mano, nel rispetto della tradizione tricolore, per servire lasagne, agnolotti, tagliolini e tanto altro. Il gran finale è stato invece riservato alla dimostrazione pratica, la più attesa dai ragazzi.

 

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