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#Basta: il commercio
contro le chiusure. Dalla
Vigilia cartelli nelle vetrine

“Basta al caos normativo degli ultimi mesi che continua a penalizzare le imprese del settore degli esercizi pubblici; basta ad un Governo che continua ad aprire e chiudere le nostre attività come fossero degli interruttori senza trovare un modo per tutelarle”: questo il grido di rabbia lanciato dai ristoratori e gestori dei pubblici esercizi italiani, in una protesta di Natale che prende piede anche a Cremona.

La manifestazione – lanciata Fipe e Fiepet, le principali associazioni di rappresentanza dei pubblici esercizi di Confcommercio e Confesercenti, affiancate dalla Fic (Federazione Italiana Cuochi) – prevede l’esposizione, sulle vetrine di decine di locali del territorio, di un cartello di denuncia per dire #Basta.

“Il settore ristorazione è in ginocchio” commenta Agostino Boschiroli presidente di Confesercenti della Lombardia Orientale sede di Cremona. “A gennaio quando forse cesseranno le chiusure imposte dalle misure governative, anche a livello territoriale con molta probabilità dovremo fare i conti un’alta percentuale di attività che non saranno più in grado di riaprire i battenti. I danni economici sono inimmaginabili e le ripercussioni su aziende e dipendenti saranno devastanti, lasciando segni per parecchio tempo.

Le conseguenze, infatti, le pagheremo tutti. Scelte governative non concertate come quelle effettuate sino ad ora, sono inaccettabili. Chiediamo rispetto per il nostro lavoro perché dobbiamo constatare che la rabbia sta raggiungendo livelli elevatissimi e pericolosi”. 

“Diciamo #Basta ad un Governo che non ha per noi il minimo rispetto, che ha già deciso che le nostre imprese sono sacrificabili, che non considera le vere soluzioni per il contenimento della pandemia e ci ha scelto come capro espiatorio” aggiunge Andrea Badioni, presidente Confcommercio Cremona. “Ignorando che nei mesi scorsi solo lo 0,18% dei 6,5 milioni di controlli effettuati nel complesso delle attività commerciali, ristorazione compresa, ha generato sanzioni. Segno che i protocolli adottati a maggio sono stati rispettati e che le nostre imprese sono luoghi sicuri. Quelli del Governo Conte sono provvedimenti inutili per la salute pubblica ma avranno un costo pesantissimo per le imprese. Moltissime (che erano solide prima della pandemia) oggi, per colpa della politica, sono sull’orlo del baratro.

Nel nostro settore si prevede che la mortalità sarà cinque volte superiore alla media degli altri comparti. Questo porterà gravissime conseguenze anche sul piano dell’occupazione. Non possiamo assistere inermi a questo massacro. Per questo chiediamo rispetto. Che significa anche norme chiare e coerenti, ristori adeguati (considerando il peso che le festività hanno sui nostri bilanci), programmazione per il futuro. #Basta ad un Governo che ci ritiene trasparenti e che non vuole sentire le nostre ragioni, #Basta a chi ci promette l’apertura per Natale, ci fa fare acquisti e investimenti, e poi decide all’improvviso di farci chiudere; #Basta a chi pensa ristori che non coprono neppure in parte i costi per la gestione di una attività come le nostre. #Basta a chi vuole negarci un futuro a cui abbiamo diritto”. 

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