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Un passo indietro
a Natale, un balzo
in avanti nel 2021

Arriviamo alla fine di questo 2020 segnati da una profonda stanchezza e anche da sfiducia. I sacrifici sono stati tanti, così come grande è stato il dolore che hanno sperimentato numerose famiglie cremonesi. La crisi sanitaria ha implicato quasi immediatamente una recessione economica che, in questi mesi, ha generato a sua volta conseguenze pesanti sul fronte sociale. 

I dati presentati recentemente dal Sole 24 Ore a proposito della qualità della vita in Italia hanno evidenziato il peso del fattore Covid sul benessere della nostra provincia, anche se il virus ha probabilmente messo a nudo alcune debolezze strutturali che caratterizzano da tempo il territorio.

La stanchezza che sentiamo in questi giorni porta con sé, inevitabilmente ed ad al di là delle restrizioni, anche poca voglia di festeggiare e di vivere il periodo di Natale e gli ultimi giorni dell’anno come abbiamo sempre fatto. È una sensazione che si respira nell’aria, che si avverte anche semplicemente passeggiando nelle vie della città o conversando con negozianti e venditori ambulanti.

Uno studio realizzato in queste settimane dall’Università Cattolica di Cremona ha messo in luce come il 78% degli italiani ritenga il periodo di Natale potenzialmente rischioso per una nuova ed ulteriore diffusione del virus. Eppure il 50% degli intervistati pensa che sia opportuno rispettare le tradizioni e, di conseguenza, incontrare amici e parenti.

Nella scelta su come comportarsi non hanno aiutato particolarmente le regole che sono state predisposte a livello nazionale: nei giorni festivi e prefestivi saremo di nuovo “zona rossa”, ma le deroghe sono ampie.

Più che sul rispetto letterale delle normative, sarebbe quindi opportuno riflettere sulla responsabilità di ciascuno. Siamo ancora davanti ad un nemico tanto forte quando subdolo, in grado di colpire proprio là dove ci sentiamo più sicuri, tra le mura di casa ed insieme ai nostri affetti più cari. Il vero problema è questo: anche senza saperlo, possiamo diventare un fattore di rischio per le persone che maggiormente amiamo.

Ecco perché potrebbe essere opportuno mettere tra parentesi, solo per quest’anno, consuetudini e tradizioni famigliari che sono tanto importanti e da conservare quando pericolose, specialmente in inverno e restando a lungo in luoghi chiusi. 

Possiamo pensare di fare un passo indietro a Natale, per prepararci meglio ad un balzo in avanti nel 2021. Le prospettive non sono così negative: se la campagna vaccinale funzionerà (e anche questo dipenderà dalla responsabilità di ciascuno) e se continueremo per un certo periodo ad essere prudenti, la svolta potrebbe arrivare prima del previsto.

Più che agli altri, come ormai dovremmo aver imparato dall’esperienza di questa pandemia, spetta a ciascuno di noi dare un contributo per superare una delle fasi più tristi e drammatiche della nostra storia recente. Mettendo in sicurezza la salute, potremo poi iniziare a ragionare in modo più strutturale sul futuro economico, costruendo insieme una rinascita che parta proprio dai territori più colpiti.

Usiamo questo periodo per prendere la rincorsa, con qualche dolorosa rinuncia, e per prepararci ad un vero rilancio.

Guido Lombardi

© Riproduzione riservata
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