Cronaca
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Filmava le auto davanti alla materna e multava fuori servizio. Vigile indagato

Filmava con il telefonino le auto in sosta vietata davanti ad una scuola materna e solo successivamente procedeva a compilare il verbale per le sanzioni. Questo quanto avrebbe fatto, libero dal servizio, l’agente della polizia locale di Cremona Angelo Sorvillo, 32 anni, finito sotto indagine della procura. Per l’agente Sorvillo, che ha anche un’altra imputazione di abuso d’ufficio, il pm Milda Milli ha chiesto la misura interdittiva della sospensione dal servizio. Il gip Pierpaolo Beluzzi si è riservato di decidere.

Ben 25 i verbali emessi dal vigile senza la divisa nei pressi della sua abitazione. Così facendo, l’agente, che sul cruscotto dei mezzi non lasciava la multa, non dava l’opportunità, come invece vuole di regolamento, di contestare subito il verbale. E questo nonostante i possessori dei mezzi fossero tutti presenti al momento delle riprese con il telefonino. Sorvillo, una volta rientrato in servizio, compilava la sanzione con la data del giorno in cui aveva effettuato il video e inviava i verbali per posta, lasciando a bocca aperta i possessori dei mezzi multati, costretti, oltretutto, a dover pagare le spese di notifica.

Al comando della polizia locale è quindi arrivato un esposto dei cittadini presi di mira, tutti genitori che erano andati a prendere i loro figli a scuola. All’agente Angelo Sorvillo è contestata l’accusa di falso ideologico.

Non solo: Sorvillo, insieme al collega Paolo Villa, deve anche rispondere dell’accusa di abuso d’ufficio: secondo le indagini, su richiesta del collega, Sorvillo avrebbe effettuato a titolo personale un accesso abusivo su accertamenti inerenti la residenza del vicino di casa di Villa per agevolare quest’ultimo in dispute di vicinato.

Si sta invece ancora valutando un altro episodio che ha coinvolto ancora Sorvillo e altri due agenti della polizia locale, tutti indagati. Il fatto riguarda una donna in stato di ebbrezza che dopo un litigio con il compagno aveva gettato fuori dall’abitazione alcuni attrezzi ed effetti personali dell’uomo. Alla richiesta degli agenti di fornire le proprie generalità, la donna aveva dato in escandescenze ed era quindi stata ammanettata e condotta al comando. La donna ha presentato un esposto e sulle modalità di questo accompagnamento sono in corso accertamenti.

Su quanto accaduto, il comandante della polizia locale Pierluigi Sforza non ha voluto entrare nel merito. “Il comando collabora e continua a collaborare con la procura in modo trasparente”, si è limitato a commentare. “Queste azioni vogliono tutelare i tanti agenti che ogni giorno operano nel rispetto delle norme e delle garanzie dei cittadini”.

Solidarietà al comandante è stata espressa dall’assessore comunale competente Barbara Manfredini: “Questo comando si è sempre comportato in modo corretto”, ha detto l’assessore. “Siamo a fianco di quelle che saranno le decisioni di giustizia che  tutelano chi giornalmente opera nella correttezza”.

Sara Pizzorni

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