Cronaca
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Vaccini, dottor Sabadini: 'Ritardi su somministrazione Ora procedere velocemente'

Rispettati i tempi dei vaccini? Non ne è convinto il dottor Guido Sabadini, gastroenterologo (con ambulatorio alle Figlie di San Camillo), che in merito a quanto dichiarato dalle autorità sanitarie sulla campagna vaccinale.

“Mi ha colpito l’incongruenza di quanto affermato da Asst, che prima dice di aver rispettato le tempistiche sul vaccino, e successivamente segnala come la copertura sia di 11 strutture su 13 programmate” spiega. “Questo significa che i ritardi ci sono. L’ipotesi è che vi siano stati ritardi nelle forniture o comunque una discrepanza tra il numero delle persone da vaccinare e i vaccini ordinati”.

D’altro canto sembra che qualche ritardo sul cronoprogramma sia abbastanza comune: “Nella struttura in cui lavoro siamo in ritardo di circa una settimana: io ho fatto la prima dose e sono in attesa della seconda, che dovrei ricevere credo la prossima settimana” continua il dottor Sabadini.

“Tra l’altro da noi abbiamo fatto tutto internamente, con il nostro personale, che ha seguito un’apposita formazione per imparare la metodologia corretta di somministrazione”.

Ma i ritardi rappresentano un reale problema? “Difficile dirlo, quando anche tra gli specialisti ci sono discrepanze in merito alla politica vaccinale. Infatti, se da letteratura internazionale sembra che un ritardo sulla seconda dose non provochi conseguenze, vi sono da parte di alcuni specialisti anche posizioni differenti.

Ad esempio in Liguria c’è chi ha tenuto una dose di vaccino da parte per ogni prima dose applicata, in modo da avere già matematicamente la seconda dose per tutti. C’è poi la posizione del dottor Remuzzi, dell’istituto Negri, secondo cui sarebbe meglio fare più vaccini possibili, anche ritardando la seconda dose fino a 120 giorni, perché comunque la prima dose copre già parzialmente dal virus”.

Una sola cosa, secondo il gastroenterologo, è certa: “Oggi il vaccino è visto come un salvavita, ma anche come la possibilità di un ritorno alla libertà e alla vita.

Da medico, dico che vaccinarsi è fondamentale. Certo, il Governo ha lasciato libera scelta e ovviamente molto dipenderà dalla responsabilità individuale, ma dal punto di vista sanitario non vi sono assolutamente motivi per non vaccinarsi”.

Qualche perplessità, invece, in merito alle categorie a cui dare priorità: “A breve si inizierà a vaccinare gli ultra 80enni, ma credo che invece sarebbe stato meglio privilegiare coloro che hanno delle patologie che li rendono particolatrmente fragili, in quanto più a rischio”.

L’importante, ora, è guardare avanti e cercare di garantirsi a tutti i costi la copertura vaccinale necessaria per tutta la popolazione. “Credo che il Governo dovrebbe fare un contratto con le case farmaceutiche affinché diano la possibilità alle strutture italiane di autoprodursi i vaccini, come peraltro stanno facendo alte nazioni, in modo da procedere più rapidamente”.

Laura Bosio

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