Cronaca
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Filiera agroalimentare: siglato protocollo Università, Comune aziende casearie per la crescita

Favorire il lavoro di giovani a Cremona attraverso il contatto tra imprese e università, è questo l’obiettivo che il Comune si pone. Confcooperative, i Consorzi di Tutela Grana Padano e Provolone Valpadana da un lato si impegnano a stanziare 28mila Euro l’anno per due anni per borse di studio, per corsi di laurea o per la realizzazione di tesi, in particolare presso la Cattolica di Cremona, ma con la possibilità di coinvolgere altre Università, dall’altra per l’assegnazione di borse di studio di post dottorato presso le aziende che aderiscono a Confcooperative.

Questa, in estrema sintesi, la finalità generale del Protocollo d’Intesa tra Comune di Cremona, Confcooperative Cremona, Consorzio Tutela Grana Padano, Consorzio Tutela Provolone Valpadana e Università Cattolica del Sacro Cuore siglato oggi. Il Protocollo contiene inoltre, più in generale, azioni condivise a sostegno della valorizzazione del capitale territoriale nel campo della filiera agroalimentare.

Il protocollo è stato illustrato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Comunale, dal Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, dall’Assessore con delega al Rapporto Scuola Lavoro e Università del Comune di Cremona Maura Ruggeri, da Tiziano Fusar Poli, Presidente di Confcooperative Cremona e membro della Presidenza del Consorzio Tutela Grana Padano (in collegamento da remoto), da Libero Giovanni Stradiotti, Presidente del Consorzio Tutela Provolone Valpadana, e da Lorenzo Morelli, StartFragmentDirettore DiSTAS e Centro Ricerche Biotecnologiche Cremona Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il Comune di Cremona sta lavorando da tempo per dare un impulso sempre nuovo allo sviluppo del territorio, a partire dalle eccellenze territoriali, come la filiera agroalimentare, uno dei fiori all’occhiello indiscussi della realtà cremonese.

Nel Protocollo sottoscritto il Comune si impegna a promuovere e coordinare l’interlocuzione delle parti per la sua attuazione, nonché ad offrire, tramite l’Agenzia Servizi Informagiovani, il sostegno per mettere in contatto le imprese di Confcooperative con l’Università, poiché l’orientamento dei giovani e la costruzione di canali di collegamento tra imprese e Università è un elemento strategico di sviluppo.

Più in generale, anche in accordo con realtà importantissime, come la Fondazione Arvedi Buschini e altre Fondazioni private, sono continuamente messe in campo azioni per attrarre i giovani e favorire la loro formazione come espressione di un capitale territoriale che è poi il capitale più importante per la crescita delle nostra città.

L’altro protagonista del Protocollo, il mondo della cooperazione, con una storia ultracentenaria, sta rivestendo un ruolo sempre più significativo nelle politiche di sviluppo della filiera agroalimentare e trova, nel comparto della trasformazione lattiero-casearia, una delle maggiori forme di espressione.

I Consorzi di Tutela dei marchi DOP, di cui le cooperative sono importanti sostenitori e promotori, rappresentano una risorsa strategica per il comparto.

In particolare il Consorzio Tutela Grana Padano e il Consorzio Tutela Provolone Valpadana nascono dalla passione per le peculiarità del territorio ed esercitano la rispettiva attività nel forte intento di valorizzare il tessuto del sapere e del saper fare, favorendo attività di ricerca e sviluppo.

L’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il trasferimento della sede di Cremona di S. Monica, realizzato con il contributo della Fondazione Arvedi Buschini e vocata in modo significativo al settore agroalimentare, è in grado di offrire un’ampia e rinnovata offerta formativa con laboratori altamente qualificati.

La Cattolica ha anche avviato la collaborazione con il Politecnico, sede di Cremona, attraverso il corso di laurea unico in Agricoltural Engeneering. Come ha spiegato il prorettore Gianni Ferretti, si tratta di una “collaborazione indispensabile per l’innovazione tecnologica che l’agricoltura ormai richiede”, Ferretti ha sottolineato l’importanza  della presenza delle aziende: “devono darci una mano ad implementare i laboratori. L’università dopo il Covid non sarà mai più la stessa, non sarà più il luogo dove fare lezioni, lo studente vorrà sempre più registrarsi la lezione e vederla quando desidera. La stessa Cambridge ha intenzione di mettere gran parte dei propri corsi on line, è chiaro che la concorrenza si giocherà su altri aspetti.

Altro esempio di condivisione di intenti tra i due atenei è stato annunciato da Lorenzo Morelli: si tratta del progetto Agorà, un punto di incontro nel quale le competenze sui materiali di docenti e studenti del Politecnico si incroceranno con quelle sulla trasformazione  agroalimentare della Cattolica nello studio di un particolare pet.

“La strada verso il successo è quella che Cremona sta percorrendo”, ha aggiunto Morelli. “Una strada iniziata con un inciampo, qualche anno fa, quando era concreto il rischio di chiusura della sede di via Milano perchè non si sapeva chi dovesse impegnarsi economicamente nell’adeguamento dell’impianto elettrico. Da quel problema è partita una incredibile reazione del territorio – Comune,  gli altri enti locali, la Diocesi e la Fondazione Arvedi Buschini – che ci ha consentito di avere oggi santa Monica”.

La funzione dell’università sarà sempre più quella di un posto fisico in cui realizzare lo scambio tra amici e coetanei, ma soprattutto il luogo dove frequentare laboratori di ricerca”.

“Cremona – ha detto il sindaco Gianluca Galimberti – si trova a vivere un momento cruciale ed entusiasmante del suo percorso di crescita che vede al centro della sua azione i giovani, le università e le imprese del territorio, perché una città cresce se investe su giovani, conoscenza, lavoro, imprese, università, ricerca.

“Nel 2020 ci sono state 200 iscrizioni in più nelle università di Cremona, questo è un risultato importantissimo, pensiamo anche che è stato l’anno della pandemia. Se nell’ultimo anno e mezzo le cose stanno accelerando è anche grazie ad una semina che era stata fatta negli anni precedenti.
Ricordiamo che nel 2014 c’era un ‘mood’ dell’università che non era di rilancio, era piuttosto, un ‘valutiamo se rimanere o no’. Poi le cose si sono sviluppate anche meglio di quanto uno si potesse aspettare”.

“Il sistema che il Comune di Cremona sta promuovendo per lo sviluppo della città – ha concluso il sindaco – prevede anche specifici accordi e protocolli tra enti economici e università. L’accordo di oggi ne è un esempio e altri accordi seguiranno già nelle prossime settimane. Perché costruire canali di collegamento stabili e strutturati per favorire e sostenere lo scambio di innovazione, ricerca, competenze è la strada giusta per lo sviluppo del nostro territorio”.

Giuliana Biagi

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