Cronaca
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Più tamponi, Morstabilini: 'Oltre 800 al giorno, 150 mila da inizio pandemia'

Torna a crescere il numero dei tamponi: da un paio di settimane a questa parte, l’afflusso di cittadini all’Asst di Cremona ha iniziato a registrare un incremento. “Dopo la seconda ondata, quando nel periodo di picco, la seconda settimana di novembre, eravamo arrivati a fare circa 1200 tamponi al giorno, avevamo visto un calo progressivo, finché a dicembre ci eravamo assestati intorno ai 600 tamponi giornalieri” spiega Giampietro Morstabilini, dirigente delle professioni sanitarie dell’Asst di Cremona.

Ora i numeri sono tornati a salire: “Oggi la media è di circa 800 tamponi al giorno, e stanno aumentando” continua Morstabilini. L’andamento, del resto, ha seguito fin dall’inizio quello della pandemia: “Dal 22 febbraio a oggi abbiamo elaborato circa 150mila tamponi” spiega. “Il primo picco lo abbiamo avuto nella prima ondata pandemica, che si è poi affievolita nel periodo di luglio e agosto, assestandosi su circa 200 test al giorno”.

L’andamento dei controlli si accompagna con l’incremento dei contagi, ma anche con l’incremento dei ricoveri ospedalieri: “La percezione è che il numero di positivi sia in crescita rispetto alle persone controllate” continua il dirigente. “Si riscontrano sempre più positivi soprattutto tra le persone giovani, come dimostrano i focolai che stiamo trovando nelle scuole”.

Il motivo di questi incrementi? Uno su tutti la comparsa delle famigerate varianti, che “sono più infettive rispetto al virus normale che avevamo alcuni mesi fa.

Come laboratorio analisi, laddove troviamo il tampone positivo, se proviene da alcune località specifiche ed è molto infettivo, andiamo a cercare variante brasiliana, sudafricana e inglese. Inviamo il materiale a Pavia dove c’è l’ambulatorio in grado di identificare di quale variante si tratti”.

L’aumento del lavoro rende più urgente la necessità di nuovo personale. “Stiamo facendo sforzi immani per reggere la situazione, fin dall’inizio della pandemia” evidenzia Morstabilini.

“Da un lato non c’è possibilità di assumere perchè ad ogni concorso le graduatorie vanno subito esaurite, dall’altro si sta verificando un fenomeno che non avevamo mai visto: prima il sud non faceva concorsi e quindi il personale sanitario veniva a cercare lavoro al nord. Ora, con l’emergenza pandemica, hanno aperto concorsi in tutte le città del sud per acquisire figure professionali, per cui c’è molto turnover di persone e la gente che si era trasferita qui torna al proprio paese, lasciando liberi dei posti. Ogni giorno abbiamo gente chre si licenzia.

Questo si ripercuote sulle altre categorie, come anche i tecnici di laboratorio, figure molto utilizzate durante la fase di emergenza, tanto che anche in qesto settore si è reso necessario fare assunzioni: “Abbiamo appena finito un concorso, che ci porterà ad assumere 15 tecnici. Solo che ci sono tutti i tempi burocratici, per cui ci vorrà un po’ prima che le nuove figure siano effettivamente disponibili”.

Laura Bosio

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