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A cascina Marasco coltivazione grano bio con mulino a pietra e laboratori di panificazione

Pane di Agro: si chiamerà così il pane agricolo che sarà prodotto e venduto dalla cooperativa agricola Cascina Marasco a partire da settembre di quest’anno.
Il progetto è stato presentato questa mattina da  Tomaso Tavella, presidente della coop. Cascina Marasco, Lodovico Ghelfi, presidente di Agropolis onlus, Alberto Antolini, Amministratore delegato di Ocrim spa, il rappresentante della Provincia di Cremona nel Comitato di Beneficienza di Cariplo, Franco Verdi e Fabio Tambani, Direttore distretto cremonese Cassa Padana.

Dare vita ad una filiera corta e sostenibile che produca grano bio, farina macinata a pietra e pane agricolo, coinvolgere nelle attività anche lavoratori in svantaggio sociale, promuovere a Cremona corsi e formazione sull’arte bianca, sui metodi naturali di coltivazione e sui corretti stili di vita che hanno nell’alimentazione un punto essenziale, generare benessere sociale, avvicinare il mondo della produzione agricola a quello del consumo.
Sono questi gli obiettivi e le motivazioni di fondo che hanno portato alla nascita della  cooperativa agricola sociale Cascina Marasco e alla realizzazione del progetto “Agro per Agro” che si avvale di una molteplicità di  partners: oltre ad Agropolis onlus, Fondazione Cariplo, Ocrim, Fondazione Comunitaria e Cassa Padana, le collaborazioni di CR Forma, Slow Food, Er.mo aratri e macchine agricole, il genetista Salvatore Ceccarelli, il mondo universitario e molti altri.

La qualità del pane e dei prodotti da forno sarà assicurata dalla competenza e dalla passione di Davide Maffezzoni, che dopo la positiva esperienza de La Madena proseguirà la sua attività a Cascina Marasco dove sono previsti anche laboratori e corsi di panificazione.

Il “Pane di Agro” nasce a Cascina Marasco all’interno di una micro-filiera corta, sostenibile e solidale pensata in ogni sua fase (dalla modalità di coltura del grano a quella di trasformazione in farina) per dare vita ad un prodotto finale “buono, pulito e giusto”.

Il Pane agricolo ed i prodotti da forno saranno quindi il fulcro di un’attività economica circolare, sostenibile e valoriale con in più un elemento decisivo e unico nel suo genere in Italia: l’apertura in via prioritaria della bottega di macinazione e produzione di pane ai ragazzi che frequentano Agropolis ma anche a tutti coloro che intendono entrare in contatto con il mondo della macinazione a pietra e la panificazione.
L’intenzione della cooperativa agricola e sociale è però quella di rendere sempre più viva Cascina Marasco e dopo il Pane di Agro arriveranno anche la Birra di Agro e il Miele di Agro.

Come ha spiegato Lodovico Ghelfi, il moderno mulino a pietra è stato donato da Ocrim e collocato in quello che veniva definito il ‘rudere’, un ex casello facente parte dei fabbricati accessori della cascina. Lo stabile verrà ristrutturato e vi sarà collocato oltre al mulino, anche il forno. Qui, il grano bio cltivano nei campi circostanti diventerà farina e poi pane agricolo.

“Una bellissima cosa, una volta tanto, non dover pensare al business”, ha commentato Antolini, “sono io che vi devo ringraziare e sono sicuro che la macinazione a pietra vi darà grandissima soddisfazione. Da anni la nostra azienda promuove il concetto di filiera, il polo di macinazione Milling Hub ne è il concreto sviluppo. Per il progetto Agro per Agro abbiamo pensato che il molino a pietra “BioStoneMill” fosse l’ideale per il suo perfetto connubio tra antico sapere e innovazione tecnologica, per la produzione di farine equilibrate, salutari e di ottima qualità.”

Ghelfi ha voluto ricordare anche la figura della benefattrice Lidia Azzolini, “che grazie ad un generoso lascito ci ha dato la tranquillità economica per  avviare altri progetti: miglioramento della qualità dei servizi semiresidenziali già operativi e progettazione del servizio residenziale che le era particolarmente caro, il ‘Dopo di Noi’, per le persone con disabilità”.

Come ha ricordato Tomaso Tavella, “alla base del progetto c’è un unico, grande desiderio: contribuire allo sviluppo sostenibile del nostro territorio
attraverso un’esperienza che integri nel concetto di sostenibile non solo il rispetto ambientale ma anche il benessere di tutti gli esseri viventi, la cultura della diversità, il diritto alla bellezza, il valore delle tradizioni, il recupero di un rapporto fecondo tra le generazioni, il rispetto per i cicli che scandiscono la vita della Terra e degli uomini, la relazione tra alimentazione e salute”.

Tra i partner del progetto anche Cassa Padana che ha assicurato il finanziamento necessario alla ristrutturazione dell’edificio che ospiterà il molino a pietra e il laboratorio del pane. “Ci affianchiamo con entusiasmo a questo progetto che dà beneficio al nostro territorio, accompagnando Agropolis, come ormai facciamo da ben 25 anni, nel suo percorso di valorizzazione delle persone e dell’ambiente”, ha spiegato il direttore del distretto cremonese Fabio Tambani.

“Crediamo nelle potenzialità di questa iniziativa, che volentieri condividiamo con gli altri partner coinvolti, avendo consapevolezza che la stessa sappia innescare un processo virtuoso per la nostra comunità, contribuendo in tal modo al benessere ed al miglioramento della qualità della vita di tutta la popolazione”.

Il bando “Coltivare valore” di Fondazione Cariplo – ha dichiarato Franco Verdi, rappresentante della Provincia di Cremona nel Comitato di Beneficienza di Cariplo – si conferma un ottimo strumento per intercettare e attivare progetti di alto valore e sostenibilità in chiave agroecologica e sociale come è “Agro per Agro”. Il progetto di Agropolis e Cascina Marasco non solo conferma un’identità solidaristica e formativa a favore di persone con disabilità, ben conosciuta, ma si apre all’innovazione nel campo della cultura del cibo – il pane con forte valore simbolico – e della relazione comunitaria, prospettive centrali dell’identità filantropica di Fondazione Cariplo”. gb

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