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Riqualificazione naturalistica oltre che tecnologica: individuato il 'Parco dell'energia circolare'

Via San Rocco e parte dell'area limitrofa alla discarica

Un ‘Parco energetico circolare’ da valorizzare anche dal punto di vista naturalistico, collocato com’è a ridosso del Parco del Morbasco. E’ l’input arrivato ieri dalla commissione Territorio, di ieri pomeriggio dove il vicesindaco Andrea Virgilio (presente con la collega al Commercio Barbara Manfredini)  ha illustrato i nuovi ambiti di rigenerazione urbana, rivisti in base all’ultima legge regionale. Oltre a quelli già noti, viene inserito anche l’ampio contesto che si trova alla periferia sud est del capoluogo, uno spazio vastissimo a cavallo del Morbasco e che comprende la zona del depuratore di Padania Acque e poi tutti gli impianti di Lgh: termovalorizzatore,  centrale a biomasse, ex discarica di San Rocco, dismessa da anni e ancora in attesa di una sistemazione naturalistica definitiva.

Un’area dunque che travalica i confini del comune di Cremona, i cui interventi andranno concordati con le altre amministrazioni limitrofe. “Serve un progetto che sia partecipato da più attori”, afferma Virgilio, che ieri ha incassato l’astensione delle minoranze sul documento presentato, in attesa di una discussione che avrà luogo in Consiglio Comunale.

“Questa grande area -aggiunge –  richiede da tempo un processo di trasformazione che deve andare di pari passo con l’utilizzo di nuove tecnologie. Si tratta di un contesto delicato destinatario di funzioni che richiede un surplus di attenzione. Occorre dunque consolidare un canale di confronto con i partner del progetto a partire da Linea Group Holding, per garantire concretamente una valorizzazione dell’area, occorre costruire un percorso aperto, partecipato, in grado di dare qualità al comparto, renderlo più fruibile, sviluppare la sua vocazione paesaggistica, introducendo elementi di mitigazione ambientale, utilizzando lo sviluppo di infrastrutture verdi e blu e la sua collocazione nel Parco del Po e del Morbasco. Un piano di investimenti strategici che ci porterà a un nuovo ciclo energetico e ambientale a Cremona, non può infatti prescindere da un intervento di sistema sulle aree nelle quali si sviluppa”.

Il Parco dell’energia circolare non è il solo ambito territoriale individuato: c’è infatti anche il parco locale di interesse sovracomunale (Plis) del Po e del Morbasco e quella che è stata definita Rete Ecologica Locale.

L’importanza dell’individuazione degli ambiti nei quali avviare processi di rigenerazione urbana e territoriale può concorrere al rilancio del recupero di parti significative della città e si somma alle altre iniziative per l’accesso alla riduzione del contributo di costruzione e per l’accesso all’incremento dell’indice di edificabilità massimo del Piano di Governo del Territorio (PGT).

Il nuovo Piano presentato conferma i seguenti ambiti di rigenerazione contenuti nel Documento di Piano del PGT: Cammi in via Trebbia, Ocrim in via Massarotti, ex scalo ferroviario di via Brescia, ex scalo ferroviario di via della Vecchia Dogana, ex Piacenza Rimorchi di via Milano, ex Stazione nord di via Milano, ex Pelizzi di via Brescia. A questi si aggiunge il nuovo ambito di rigenerazione urbana di via Eridano.

Per quanto attiene alle aree di rigenerazione del Piano delle Regole sono confermate le seguenti per le quali non è stato presentato o rilasciato titolo abilitativo edilizio: ex ospedale di via Radaelli, ex distributore di largo Moreni, ex filanda di via XX Settembre, stabile INPS di piazza Cadorna, ex INAM di viale Trento e Trieste, ex ospedale San Francesco, ex monastero Corpus Domini, ex monastero San Benedetto, Caserma Santa Lucia di via Dante, Caserma La Marmora di via Villa Glori, ex Europoligrafico di via Flaminia, ex Telecom in via Dante, ex Fornace in località Ca’ Basse, via Castelleone 47a, sede CONI di via Filzi, Uffici della Provincia di via Bella Rocca.

A questi, nel rispetto delle disposizioni attuative del PGT – Piano delle Regole vigente si sono aggiunte queste nuove aree: ex Serre comunali in via Sesto, ex Foro Boario – Dotazioni e immobili comunali, ex Mercato Ortofrutticolo, Frazzi 1 – Servizi scolastici, Frazzi 2 – Preesistenze industriali, Cascina Cambonino, ERP complesso di via Trebbia, ALER complesso di via Santa Croce, Museo – Palazzi Affaitati e Soldi, Media Campi e Sede Associazioni in via Gioconda, Materna S. Francesco e Nido Martini via S. A. del Fuoco, Boschetto – Dotazioni e immobili comunale, Cittanova, Casa Elisa Maria in via Aselli, Palazzina nel parco del Vecchio Passeggio, complesso Media Vida, alloggi di via Geromini.

Agli ambiti ed alle aree puntualmente individuate, si aggiungono i contesti urbani dello spazio pubblico che si connotato e necessitano di interventi:  area Mercatello – Trento e Trieste comprende: piazza Lodi, piazza Giovanni XXIII e il Parco del Vecchio Passeggio; piazza Roma e giardini Giovanni Paolo II, piazza Antonella, piazza Castello, corso Garibaldi nel tratto via dei Mille- corso Campi, giardino pensile della scuola media Vida, viale Po, largo Ragazzi 99 e contermine sede universitaria, piazza dei Patrioti, Lungo Po Europa tratto dal mandracchio alle Colonie Padane, via Goito – Palestro, Sistema delle gallerie: 25 Aprile, del Corso e Kennedy.

Tra questi è stata inoltre collocata l’area del Distretto urbano del Commercio (DUC), quale vasto ambito di rigenerazione urbana atto a supportare innanzitutto le attività economiche, ma anche come supporto alla più estesa vitalità urbana. Infatti, come per lo spazio pubblico, l’attenzione alle persone diventa fattore cruciale nella progettazione urbana all’interno del DUC.

Giuliana Biagi

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