Cronaca
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Istat: nel 2020 il 52% di morti in più rispetto alla media dei cinque anni precedenti

Un aumento di 2.169 decessi, ma di questi i morti 'ufficiali' per Covid sono stati 1.261. Per altre 908 persone la causa è stata un'altra.

I decessi totali in provincia di Cremona sono stati, nel 2020, il 52,7% in più rispetto alla media dei cinque anni precedenti. Lo calcola l’ultimo rapporto Istat pubblicato ieri 5 marzo. In cifre assolute, si è passati da una media di 4.115 morti ai 6.284 dello scorso anno.

Un eccesso di mortalità pari a 2.169 decessi, una cifra che comprende tutte le cause di morte. Ma se si guarda ai dati dell’Iss, Istituto superiore di Sanità, riportati sempre nell’ultimo rapporto Istat, il numero di morti per Covid lo scorso anno è stato di 1261, con una differenza quindi di 908 persone: seppure persone affette da altre forme di morbilità che ne hanno causato il decesso, è molto probabile che anche queste morti  siano in qualche modo imputabili agli effetti di una pandemia che ha costretto gli operatori sanitari a concentrarsi sull’emergenza. Un aspetto, questo, più volte sottolineato lo scorso anno da medici quali cardiologi e oncologi, anche sul nostro territorio.

Guardando al dettaglio dei singoli mesi, quello di marzo è stato il peggiore per morti per Covid, con 709 persone, seguito da aprile con 335. Anche se già a gennaio il virus era stato imputato come causa della morte di 5 persone.
Se la media dei cinque anni precedenti era stata di 381 decessi in quel mese, lo scorso anno il valore è aumentato del 404%, con 1921 decessi. Ad aprile la situazione migliorava nettamente pur attestandosi sempre su numeri altissimi: 326 morti nella media 2015 – 2019; 863 nel 2020, + 165%.

La situazione si stabilizzava nei mesi estivi e fino alla fine dell’anno, quindi anche all’inizio della seconda ondata. Pur non raggiungendo i livelli di gravità dell’esordio, anche negli ultimi mesi dell’anno si registrava un aumento della mortalità per tutte le cause: + 4.4% a settembre, +3,8% ad ottobre, + 13,7% a novembre, mentre non c’erano variazioni rispetto alla media quinquennale a dicembre.

L’ANALISI DELL’ISTAT A LIVELLO NAZIONALE – In questo periodo si sono osservati 108.178 decessi in più rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019 (21% di eccesso).
Guardando alle classi di età, il contributo più rilevante all’eccesso dei decessi dell’anno 2020, rispetto  alla media degli anni 2015-2019, è dovuto all’incremento delle morti della popolazione con 80 anni e più che spiega il 76,3% dell’eccesso di mortalità complessivo; in totale sono decedute 486.255 persone di 80 anni e oltre (76.708 in più rispetto al quinquennio precedente).

L’incremento della mortalità nella classe di età 65-79 anni spiega un altro 20% dell’eccesso di decessi; in termini assoluti l’incremento per questa classe di età, rispetto al dato medio degli anni 2015-2019, è di oltre 20 mila decessi (per un totale di 184.708 morti nel 2020).

Dall’inizio dell’epidemia e fino al 31 dicembre 2020 il contributo dei decessi Covid-19 alla mortalità per il complesso delle cause è stato, a livello medio nazionale, del 10,2%, con differenze fra le varie ripartizioni geografiche (14,5% del Nord, al 6,8% del Centro e al 5,2% del Mezzogiorno) e fasce di età (4,6% del totale nella classe 0-49 anni, 9,2% in quella 50-64 anni, 12,4% in quella 65-79 anni e 9,6% in quella di ottanta anni o più).

Giuliana Biagi – Ambra Bellandi

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