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Il SuperBonus del
110%, non è una
operazione a costo zero

da Elia Sciacca

Egregio direttore,

talvolta il Super Bonus del 110% per la riqualificazione degli edifici viene descritto come un’operazione a costo zero’, ma sono diversi i casi in cui si rischia di pagare di tasca propria, ne citerò alcuni.

Lo studio di fattibilità, le relative spese sono certamente ammissibili al beneficio della detrazione ma a condizione che risultino connesse all’effettiva esecuzione dei successivi lavori, da avviarsi entro la fine del medesimo anno.

Le spese di questo documento possono rimanere a carico del proprietario, quando la consulenza si conclude con un esito negativo, cioè il non superamento delle due classi energetiche, o quando il committente nonostante l’esito positivo decide di non proseguire con l’esecuzione dei lavori.

Oppure quando in fase di asseverazione dei lavori si certifica che a valle del computo dei lavori con l’emissione delle varie fatture, presentano dei limiti di spesa superiori ai limiti ammessi per l’ottenimento del superbonus.

Anche in questi casi le spese eccedenti restano a carico dei proprietari o dei vari condomini, da suddividere in base ai millesimi di proprietà, è utile sapere che per le soglie specifiche di spesa bisogna tenere conto dei decreti di attuazione del MISE che ha fissato delle soglie massime e pertanto al superamento di tali soglie, a cui bisogna sommare le spese dei vari professionisti che devono essere iscritti ai relativi albi, che comprendono lo studio di fattibilità, il progetto termotecnico, la conformità urbanistica, l’asseverazione per la congruità dei prezzi, ed infine dal commercialista o dal sindacato che rilascerà alla fine lavori il visto di conformità, se queste verifiche fatte dall’asseveratore compito fondamentale, per l’ottenimento del superbonus determinano un surplus di spesa non compresa nei limiti dei massimali previsti dalla legge, queste eccedenze graveranno a carico dei proprietari.

Inoltre, Il proprietario dell’unità unifamiliare, così come i condomini, potrebbero optare per l’accesso ad un finanziamento alla banca per sostenere le opere in luogo dello sconto in fattura, nel caso le imprese edili non siano in grado autofinanziarsi sino alla fine dei lavori, in questo frangente il finanziamento con la cessione del credito alla banca tramite un mutuo, le spese di interessi e di transazione graverebbero sui vari committenti.

Pertanto, per ridurre il rischio di pagare di tasca propria, bisogna affidarsi a dei tecnici seri con alte competenze professionali, e soprattutto non dimentichiamoci che l’agenzia delle entrate, o l’Enea potranno effettuare dei controlli si parla del 10% delle pratiche, mirati sulla regolarità dei lavori per l’ottenimento del super bonus, sino ad otto anni dalla fine dei lavori, ed in caso di esito negativo il committente (e nel caso di un condominio sempre il condominio, quindi i beneficiari del credito e non l’amministratore), dovranno restituire le somme percepite più una penale, indipendentemente se il condominio ha un’assicurazione a cui i committenti si rivolgeranno successivamente per ottenere l’eventuale copertura assicurativa.

Per tali risarcimenti i committenti si dovranno rivolgere a dei legali che a loro volta dovranno necessariamente rivalersi alle varie ditte, o professionisti coinvolti nei lavori, a seconda dei dati non conformi contestati dall’agenzia delle entrate, o dall’Enea, obbligando i committenti ad avviare delle pratiche legale che potrebbe durare molti anni.

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