Cronaca
Commenta

Da via Cattaro a Casa Raspagliesi: storico trasloco per la comunità disabili

La sala pranzo della comunità socio sanitaria nella nuova sede di via XI febbraio

Dall’8 marzo, hanno una nuova casa gli ospiti della Comunità Socio Sanitaria per persone con disabilità, che da via Cattaro si sono trasferiti nella sede ristrutturata di via 11 Febbraio 60A. Casa Barbieri – Raspagliesi, dal nome della benefattrice che attraverso il suo lascito ha contribuito alla ristrutturazione dell’immobile di proprietà della Fondazione Città di Cremona, dove già alloggiano 10 anziani in appartamenti a canone moderato.

Con il trasferimento della Comunità, al terzo piano e in mansarda, si completa così l’utilizzo di questo contenitore da sempre votato ai bisogni sociali: nel dopoguerra aveva ospitato l’orfanotrofio, divenuto poi comunità per minori, aprendosi poi a donne sole e anziani, con il primo centro diurno cittadino, al piano terra.
La Comunità socio sanitaria, gestita dalla cooperativa sociale Società Dolce per conto di Cremona Solidale, è nata con uno spirito d’integrazione col territorio, di sviluppo e sostegno delle autonomie, col coinvolgimento e la partecipazione delle famiglie e dagli attuali nove posti passerà a dieci.

I due piani, di complessivi 700 mq, raggiungibili mediante ingresso e ascensore dedicati, sono stati ristrutturati per rispondere al meglio alle esigenze di una comunità in cui convivono bisogni differenti. Le persone con maggiori risorse possono così usufruire di spazi più ampi, di una cucina dove sperimentare piatti nuovi e di tutti i giorni al fianco degli operatori, zone per laboratori e, a pochi passi, l’area verde di ‘Oltre il Giardino’ in cui svolgere le attività all’aperto.
Potranno essere ampliate le progettualità e le attività personalizzate, in spazi maggiormente adeguati, necessari soprattutto oggi, con il perdurare della pandemia da Covid-19, che obbliga a svolgere gran parte delle attività all’interno.

Un’idea di comunità nuova, in un contesto centrale, partita dalla convinzione che tanti edifici storici possano ritrovare vita attraverso la solidarietà e resa possibile da una virtuosa sinergia tra Fondazione Città di Cremona, Comune di Cremona, Cremona Solidale, ATS Val Padana, Azienda Sociale del Cremonese e Società Dolce.

“Abbiamo rivisto la nostra programmazione, rimodulando le azioni – spiega Paolo Vaccaro, responsabile area Nord-Ovest di Società Dolce, che con Francesca Uggeri coordina i servizi rivolti alle persone con disabilità in Lombardia – senza tuttavia mai fermare le attività. Ogni ospite ha potuto seguire un proprio progetto e nonostante l’impossibilità di recarsi all’esterno e la limitazione alle visite da parte di familiari, gli operatori e il coordinatore Stefano Martelli hanno garantito un clima sereno, mantenendo i percorsi di stimolazione, autonomia e crescita approntati per ciascuno dei ragazzi”.

 

Un bellissimo esempio del nuovo modello di welfare di comunità, che a Cremona sta dando ottimi frutti, testimonianza di come possa funzionare la sussidiarietà tra pubblico e privato sociale.

“Quello che vede la luce oggi è un tassello di una più ampia progettualità che vede coinvolte realtà pubbliche e del terzo settore sul tema della disabilità”, aggiunge Emilio Tanzi, direttore di Cremona Solidale.
“Oltre alla CSS ci sono infatti importanti progetti per i due centri diurni per disabili, in via Tofane e via Platani, con la riqualificazione degli immobili e dei servizi dedicati ai disabili di Cremona. Il tutto è parte di una progettualità a medio e lungo termine il cui valore aggiunto è la partnership nel segno della sussidiarietà.
“Società Dolce – aggiunge Tanzi – attraverso un project financing, si è aggiudicato l’accreditamento di questi servizi, non soltanto per una gestione, ma anche per una riqualificazione degli spazi, che rappresentano una grossa componente del servizio”.

Rosita Viola, assessore alle Politiche Sociali e della Fragilità: “Sono molto soddisfatta che, nonostante l’emergenza sanitaria abbia rallentato il trasferimento, si completi il percorso già avviato rispetto alla presenza di servizi e attività negli spazi rinnovati di via XI Febbraio. La CSS trova un ambiente adeguato in termini di accessibilità, risultato della sinergia tra diversi soggetti. Mi auguro che questa collocazione in centro a Cremona consenta alle persone della Comunità, portatrici di disabilità gravi, di partecipare con più facilità agli eventi che in prospettiva torneranno a far vivere il nostro centro storico.

Essere collocati a casa Barbieri Raspagliesi amplia inoltre le possibilità di creare sinergie con le altre attività che qui si svolgono, con quelle del quartiere e, grazie alla presenza di un ampio spazio verde, potrà essere riacquistata quella socialità con i famigliari purtroppo molto sacrificata in questo lungo periodo di pandemia”.

“Da tempo – afferma Uliana Garoli, presidente Fondazione Città di Cremona – attendevamo questo duplice risultato. Una nuova casa per gli ospiti della Comunità e la possibilità per la comunità ‘Dopo di noi’ di allargare lo spazio a disposizione in via Cattaro per aumentare i servizi alle famiglie dei ragazzi.
Un obiettivo a lungo perseguito è finalmente una realtà concreta. Il modo migliore per realizzare gli intenti del lascito Raspagliesi”.

 

© Riproduzione riservata
Commenti