Cronaca
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Arresti per picchetti alla Tnt di Piacenza, in campo anche la Digos di Cremona

Nella mattinata odierna  due equipaggi della Digos di Cremona, diretta da Gianluca Epicoco, hanno partecipato all’operazione di Polizia Giudiziaria della Digos della Questura di Piacenza, coordinata dalla Procura piacentina, che ha visto l’esecuzione di 21 perquisizioni delegate e l’applicazione di sette misure cautelari, due agli arresti domiciliari e 5 divieti di dimora nei confronti di esponenti del sindacato Si Cobas di Piacenza, ritenuti responsabili, a vario titolo, in concorso tra di loro, dei reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate e violenza privata per i fatti verificatisi nella serata del 1° febbraio scorso nei pressi del magazzino Tnt-Fedex di Piacenza. 

“La fenomenologia dei cd. “picchettaggi” nei pressi delle aziende, specie quelle della logistica, è un fenomeno già ampiamente diffuso anche nella nostra provincia” fanno sapere dalla questura.

Basti pensare, ricorda la questura, fatti avvenuti nel giugno del 2019 presso la Af Logistic di Soresina, dove per oltre venti giorni i sindacati SI.Cobas e U.S.B. avevano organizzato un presidio fisso di lavoratori, tutti dipendenti di una cooperativa esterna che protestava contro la decisione dell’Iper di spostare la propria attività in altra zona, che si erano sdraiati per terra per impedire l’entrata ed uscita dei mezzi dall’azienda. 

In quell’occasione si erano verificati alcuni tafferugli ed erano finiti indagati 21 soggetti per i reati di violenza privata in concorso e resistenza e violenza a pubblico ufficiale, procedimento conclusosi con il rinvio a giudizio degli indagati e la cui fase processuale si aprirà nei prossimi mesi presso il Tribunale di Cremona.

Analoga attività era stata svolta, nell’ottobre 2019, presso lo stabilimento della ProSus di Vescovato, a seguito di uno sciopero proclamato dal sindacato USB che aveva di fatto bloccato l’attività del macello per quasi due giorni, con i dipendenti di alcune cooperative che avevano fisicamente impedito l’entrata ed uscita dei mezzi dall’azienda.

In quel caso, le risultanze dell’attività investigativa svolta, avevano permesso alla Digos di Cremona di indagare in stato di libertà 15 persone per il reato di violenza privata in concorso.

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