Economia
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Cottarelli chiamato a guidare comitato scientifico: ricostruire l'area liberaldemocratica

Carlo Cottarelli a Cremona in occasione della Festa dell'Unità nel 2018

L’economista cremonese Carlo Cottarelli ancora al centro della politica italiana, dopo essere stato chiamato da Mattarella, per ‘esplorare’ le possibilità di formare un nuovo governo in seguito alle elezioni politiche del 2018. Questa volta sono le forze politiche che si ispirano al liberalismo (nomi più noti: Emma Bonino e Carlo Calenda), ad averlo chiamato alla guida di un Comitato Scientifico in grado di formulare un programma per un’area liberaldemocratica tutta da costruire, vista la frantumazione in atto nel Pd, gli orizzonti ancora poco chiari di M5S, la presenza di una destra sovranista, per quanto sopita dopo l’ingresso nel governo di coesione nazionale.

Cottarelli spiega a Repubblica, in edicola oggi, che comunque non scenderà in campo direttamente.

“A me interessa fornire idee, perchè sono deluso da quello che ho visto nei partiti in tutti questi anni”. L’ex commissario per la riduzione della spesa pubblica, chiamato come consulente nella breve esperienza di governo di Enrico Letta, torna su uno dei problemi su cui più volte è intervenuto: la necessità di ricostruire un tessuto produttivo che guardi oltre i soldi in arrivo dall’Europa: “La solidarietà è fondamentale in un Paese come il nostro, ma prima – la ricchezza – bisogna crearla. Luigi Einaudi nel 1948, parlava di uguaglianza delle opportunità chiedendo: quanti talenti vengono sprecati perchè non si dà a tutti nei primi anni di vita, la possibilità di migliorare, di crescere? Per questo pubblica istruzione, sanità, formazione, sono i capisaldi fondamentali del nostro progetto”.

Non tutto potrà essere risolto dal Next Generation Youth, avverte l’economista per tanti anni in forza al FMI a Washington: “Parliamo di 200 miliardi in 6 anni, sono 35 miliardi all’anno. Noi abbiamo già adesso una spesa pubblica di 870 miliardi l’anno. E’ quindi chiaro che non tutto si potrà fare con il Recovery Fund”.

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