Lettere
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'Maternità e natalità, frasi
estrapolate e distorte da
parte della minoranza'

da Roberto Poli, capogruppo Pd in Consiglio comunale

Abbiamo letto con grande stupore la lettera firmata da alcuni consiglieri dell’area di centrodestra in relazione al dibattito tenutosi nell’ultimo consiglio comunale sugli ordini del giorno inerenti i temi della natalità e maternità (qui l’articolo completo).

La tecnica di estrapolare singole frasi da interventi articolati è tanto scorretta quanto squalificante per chi la adotta. In questo modo sono state distorte e in alcuni passaggi addirittura capovolte le considerazioni e le posizioni espresse dai consiglieri della maggioranza.

Posizioni chiare e coerenti e che proviamo a riassumere, senza la pretesa di convincere tutti, ma con il diritto a non essere parafrasati o interpretati strumentalmente.

Nel dibattito abbiamo sostenuto che il sostegno alla genitorialità per contrastare la detanatalità è un intervento importante ed efficace e che deve necessariamente passare attraverso interventi normativi ed economici e che riguarda innanzitutto le politiche del lavoro, con particolare riferimento alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e al sostegno dell’occupazione femminile, situazione già problematica e ora aggravata dall’emergenza sanitaria in corso.

Inoltre il sostegno alla natalità deve passare attraverso il potenziamento delle attività dei Consultori, area sociosanitaria sulla quale la Regione Lombardia ha invece disinvestito e il cui potenziamento rappresenterebbe invece un baluardo importantissimo. Proprio per raggiungere e attuare gli obiettivi della legge 194/78, in tutti i suoi aspetti.

Per quanto attiene al livello amministrativo locale abbiamo ricordato le tante iniziative in campo a sostegno delle famiglie e dei genitori: dagli investimenti sulle scuole alle tariffe ridotte secondo le fasce ISEE e ai tanti progetti in collaborazione con altri Enti, con il privato sociale e con le associazioni per gli aiuti alle fasce più fragili.

Abbiamo espresso contrarietà alla proposta confusa e demagogica avanzata nell’odg in discussione di istituire non meglio precisati percorsi sociali individuali per donne che si indirizzano alla dolorosa scelta dell’aborto.

Non c’è bisogno di percorsi speciali stigmatizzanti, ma di interventi ad ampio raggio come sopra evidenziato. E abbiamo richiamato al rispetto della piena attuazione della Legge 194, compreso il problema dell’alto numero di obiettori tra gli specialisti.

Ricordando che la Legge ha di fatto consentito una continua diminuzione degli aborti e che è doveroso il rispetto per le scelte delle donne che agiscono in piena legalità e che non vanno sottoposte a pressioni in momenti così delicati.

Siamo convinti che la nostra posizione sia fortemente rispettosa di tutti i diritti, delle donne, delle famiglie e della vita.

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