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Caos vaccini, nei momenti
di difficoltà ognuno
faccia la sua parte

da Maria Vittoria Ceraso, Carlo Malvezzi, Federico Fasani, Saverio Simi

Egregio Direttore,

nel fine settimana Aria, il sistema che coordina le prenotazioni vaccinali di tutta la Lombardia, ha nuovamente dimostrato tutta la sua inadeguatezza rischiando di rallentare nella nostra provincia la campagna e produrre difficoltà organizzative nella gestione delle fiale. Questo è certamente inaccettabile per le conseguenze che avrebbe potuto generare considerando che qualsiasi ritardo nella somministrazione del vaccino può esporre, soprattutto le categorie più fragili, al rischio di contrazione del virus.

Di fronte ad una situazione inaspettata e problematica ci sembra doveroso sottolineare e riconoscere il grande merito del personale Asst che con spirito di servizio, senso di responsabilità e competenza ha saputo gestire e superare il momento di criticità.

Siamo orgogliosi e pieni di gratitudine nei confronti di chi non ha incrociato le braccia, non ha polemizzato e non ha perso tempo a lamentarsi, nonostante la grande pressione a cui è sottoposto da mesi, ma si è invece solo preoccupato di risolvere il problema, supportato dalla preziosa rete di volontariato delle Associazioni Siamo Noi, Auser e dalla Protezione Civile.

Fin dal mattino infatti, il personale dell’Asst si è mobilitato scorrendo gli elenchi delle persone che si sono registrate sul portale regionale vaccinazionicovid e chiamandole per invitarle in fiera. Grazie a questo la situazione è radicalmente cambiata. E così due giornate che si presentavano inizialmente con un numero esiguo di prenotazioni si sono concluse con un record di vaccinazioni, una sorta di vax day, come ha sottolineato la responsabile del Servizio Vaccinale Antonella Laiolo, in cui il sistema pur sotto stress ha retto ben 1.100 vaccinazioni.

Un esempio di intraprendenza e senso di responsabilità seguito anche da alcuni Sindaci della Provincia, come riportato da testate nazionali. Emblematico quanto fatto da Giuseppe Papa, primo cittadino di San Bassano, che non si è messo a scrivere lettere di protesta ma si è precipitato in municipio, ha aperto gli elenchi degli ultraottantenni residenti, è andato a prenderli a casa e li ha portati nell’hub vaccinale di Cremonafiere facendone vaccinare una ventina.

Crediamo sia questo l’atteggiamento giusto che dovrebbe caratterizzare tutti coloro che hanno responsabilità sanitarie o politiche a livello locale in un contesto di emergenza come quello che stiamo vivendo: tentare di risolvere i problemi in prima persona, mettendo in campo ogni strategia ed azione utile, anche andando oltre i propri compiti canonici, soprattutto quando di mezzo c’è la vita delle persone. Il nostro personale sanitario lo sta facendo dall’inizio della pandemia con grandi sacrifici e spirito di abnegazione.

Ciò non esonera però in alcun modo i vertici regionali, politici e tecnici, a prendere atto delle gravi inefficienze, assumersene la responsabilità ed agire affinché un’organizzazione d’eccellenza come quella che è stata capace di realizzare in nostro territorio, a livello sanitario e di volontariato, con personale che lavora 13 al giorno, non venga messa in difficoltà ma sostenuta e aiutata da un sistema operativo efficace ed efficiente.

La tutela dei nostri anziani e di tante categorie fragili va garantita attraverso un sistema di vaccinazioni celere e puntuale che non può gravare solo sulla disponibilità di chi è schierato in prima linea come i nostri sanitari ed i nostri volontari. La decisione del Presidente Fontana di azzerare i vertici di Aria così come la scelta di affidare a Poste Italiane il sistema per la prenotazione del vaccino vanno certamente in questa direzione, ma la Regione deve garantire anche in questa fase di transizione la regolarità dello svolgimento delle vaccinazioni per le categorie che ad oggi ne hanno diritto.

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