Cronaca
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'Buono come il pane', progetto
di educazione di Coldiretti Cremona

S’intitola “Buono come il pane” il percorso proposto da Coldiretti Cremona alle scuole primarie della provincia di Cremona, dedicato alla scoperta del grano e delle aziende agricole che lo coltivano, per ricavarne la farina e quindi produrre dell’ottimo pane, genuino e dall’origine garantita dagli agricoltori.

Avviene nell’ambito del progetto di educazione agroalimentare “Cresciamo sani, mangiamo il cibo buono”, messo in campo da Coldiretti Cremona in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Cremona.

Il progetto sta accompagnando i bambini alla scoperta dei cibi che nascono dall’agricoltura (per quest’anno scolastico si punta su pane, miele, latte e formaggi), ma anche del valore dell’acqua (sviluppando il tema “L’acqua amica della natura”) e delle nostre radici contadine (con “La nostra storia passa dal museo”).

In tempi di didattica a distanza, le specialissime ‘lezioni’ di educazione agroalimentare della Coldiretti rappresentano un momento significativo e piacevole per gli alunni che, seppur dal computer di casa, possono visitare a distanza le azienda agricole, guidati personalmente dagli agricoltori.

Il tutto avviene attraverso i video realizzati da Coldiretti, completati dalle “incursioni web” degli agricoltori, che si collegano per rispondere alle curiosità dei bambini, ma anche per accompagnarli in diretta – cellulari e tablet alla mano – nella visita delle aziende agricole e del territorio.

Il percorso dedicato al pane vede in prima linea la giovane imprenditrice agricola Elisa Mignani, dell’agriturismo-fattoria didattica Il Campagnino di Pessina Cremonese. Protagonista del video che introduce il tema, la ventitreenne Elisa conduce i bambini in un viaggio che inizia dal chicco di grano e dai campi seminati intorno all’azienda agricola.

Si passa quindi al piccolo mulino dove – grazie all’intervento del papà Riccardo Mignani, che spiega la molitura del grano – i bambini scoprono come dal chicco nasce la farina. La tappa successiva è il laboratorio, o meglio “Fornolandia”, dove Monica Dilda, partendo dalla farina (insieme ad acqua, lievito, sale), prepara l’impasto e dà forma al pane. Ed ecco che, nel passaggio finale, dal forno esce il pane, caldo e fragrante, pronto per essere portato in tavola.

“La nostra azienda è rivolta alla coltivazione e lavorazione dei cereali antichi, come il grano monococco, presenti tanti anni fa nelle nostre campagne cremonesi – spiega Elisa Mignani –. E’ un’azienda multifunzionale, giunta alla terza generazione. Portiamo in tavola la leggerezza del cereale antico. Producendo pane e prodotti da forno, cibi genuini che proponiamo in vendita presso il mercato di Campagna Amica ed anche in tavola, nel nostro agriturismo”.

Ben 64 classi hanno aderito al progetto di Coldiretti. Fra queste, tante hanno puntato sul tema del pane. Impegnato nelle incursioni-web, così da incontrare gli alunni e dialogare con loro su questo argomento, c’è anche Carlo Maria Recchia, imprenditore agricolo di Formigara e delegato provinciale e regionale di Coldiretti Giovani Impresa.

Recchia ha riscoperto la coltivazione del mais corvino e da questo ricava prodotti quali farina, pasta, biscotti, birra. “Sono felice di partecipare al progetto di educazione agroalimentare di Coldiretti – spiega –. Anche se in questo momento non abbiamo la possibilità di incontrare i bambini in classe, o di accoglierli presso le nostre aziende, riusciamo comunque a creare con loro un filo diretto piacevole e interessante”.

“Nelle incursioni’ racconto il mio lavoro, il mio quotidiano impegno in azienda. Volentieri spiego ai bambini quanta fatica, competenza, attenzione al territorio, quanta dedizione e passione, vi siano dentro il cibo che portano in tavola – prosegue Recchia –. Da parte dei bambini c’è sempre grandissimo interesse.

Fanno tante domande, dimostrano entusiasmo e una gran voglia di venire di persona a visitare le nostre aziende. Anche a distanza, il nostro obiettivo è regalare agli alunni un’esperienza vera, diretta. Forniamo alle classi dei semi e guidiamo i bambini nell’impegno di ‘seminarli’, prima in un vasetto, poi nella terra. Certo, la situazione sanitaria che stiamo vivendo rende tutto più complicato, ma questo non ci ferma nel desiderio di portare avanti un progetto nel quale crediamo fortemente”.

La proposta rivolta alle scuole del territorio rientra nelle ore previste di Educazione Civica (undici ore annue riguardano i temi specifici della sostenibilità, che comprendono “educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari”) e si fonda sulla collaborazione tra Coldiretti e il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, formalizzata nel “Protocollo per la promozione delle competenze connesse alla sostenibilità nell’alimentazione, per lo sviluppo dell’economia circolare, della green economy e dell’agricoltura di precisione e digitale”.

“Su tutto il territorio nazionale – spiega Paola Bono, Direttore di Coldiretti Cremona – a partire dal coinvolgimento diretto delle aziende agricole associate, abbiamo costruito reti positive con le scuole e con le istituzioni, portando nelle classi una proposta formativa che affronta i temi della sostenibilità e della legalità mettendo al centro il cibo e il mondo della campagna, quali vettori portanti di tali modelli di sviluppo e di qualità della vita”.

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