Economia
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Voltini: "Accordo era possibile
ma la Fiera ha perso tempo"

Per Paolo Voltini, presidente Coldiretti Cremona, la perdita della Mostra del Bovino il prossimo autunno da parte di CremonaFiere a vantaggio di Montichiari  “non significa aver perso la partita. Possiamo riconquistare questo evento mettendolo al centro  del mondo zootecnico”. Finito il contratto 2020 con Anafi, Aia e con il resto del sistema allevatoriale, e anche a causa del Covid, la Fiera di Cremona, non avrebbe saputo agire abbastanza celermente per riprogrammare gli eventi.

“Per Cremona è una perdita in questa fase, ma credo che ci sia ancora la disponibilità a riempire di contenuti se la Fiera di Cremona riuscisse a dimostrare una programmazione di eventi analoghi anche per quest’anno, ma soprattutto per il 2022, riportando per quell’anno la Fiera ancora a Cremona”.

Voltini è esplicito: “Bisognava interloquire con le associazioni allevatoriali prima di dettare i calendari, programmare per tempo”.

“Diciamo la verità, la Fiera ha perso appeal negli ultimi anni e deve attrezzarsi per modificare non solo la programmazione della Fiera ma deve anche diventare un po’ più interessante, attraverso una riqualificazione che guardi anche al consumatore oltre che agli addetti ai lavori.

“Ci vuole un progetto serio sulla Fiera di Cremona per riportarla ai tempi migliori. Ci sono tutte le possibilità, sta a tutti gli attori riempirla di contenuti. Da soli non si va da nessuna parte, insieme si può ricostruire la storia della Fiera di Cremona”.

Coldiretti Cremona si dice “rammaricata di questo spostamento ma prende atto della decisione e non può dire di no perchè di fatto Montichiari, con il lavoro fatto dalla Fiera di Montichiari in questi mesi, è molto più avanti rispetto alle opportunità e alle decisioni che la Fiera di Cremona ha fatto senza sentire Coldiretti né il sistema allevatoriale”.

Voltini ricorda poi che Coldiretti a fine gennaio aveva “messo a disposizione sia del Presidente della Fiera, che della Camera di Commercio e degli enti locali, Comune e Provincia, la massima disponibilità a contribuire al rilancio; avevamo anche trovato anche un possibile incontro per una sinergia con Montichiari, ma poi i tempi di questo incontro si sono protratti oltre i 60 giorni.

Insomma, Cremona e Montichiari secondo la visione di Coldiretti potevano essere complementari e spaziare in ambiti anche diversi dalla zootecnia valorizzando territori vicini come Cremona, Brescia e anche Mantova, di cui si sarebbero potute esaltare le performance anche in tempi di pandemia.

“Ma Cremona ha voluto andare avanti da sola e ciò non le ha permesso di essere attrattiva rispetto a un mondo che galoppa. Ma ribadisco: quest’anno si è persa l’opportunità della Nazionale, ma nulla vieta che si possano fare manifestazioni anche più imponenti anche in altri settori e nell’agroalimentare”.

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