Cronaca
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Detersivi e articoli per l'infanzia
Gli ambulanti chiedono via libera

foto Sessa

“Chiediamo sia data la possibilità anche ai mercati, oltre che per la vendita di generi alimentari, per gli altri generi di prima necessità individuati nel Dpcm del 2 marzo 2021, applicando quanto già esplicitamente previsto per i posteggi isolati e per le attività commerciali itineranti.

Siamo convinti che le merceologie riportate nell’Allegato 23, tra cui profumi e cosmetici, saponi, detersivi ed altri detergenti, biancheria, confezioni e calzature per bambini e neonati possono essere commercializzate, sempre nel rispetto delle norme anti-Covid, anche nei mercati  all’aperto”.

ANVA-Confesercenti si rivolge con una lettera al Prefetto di Cremona, per  segnalare la situazione di grave difficoltà economica in cui continua a versare il settore del commercio su aree pubbliche. “Il protrarsi delle limitazioni all’esercizio dell’attività per le imprese non alimentari, l’esiguità dei ristori messi a disposizione dal Governo con il recente Decreto Sostegni, e i contestuali ritardi nella campagna vaccinale non solo stanno generando grande sfiducia nelle imprese, ma, soprattutto, portando molte di queste verso la cessazione
definitiva dell’attività” dichiara Giorgio Bonoli, direttore di Confesercenti della Lombardia Orientale sede territoriale di Cremona.

Al prefetto Gagliardi, l’associazione chiede che possano essere introdotti fin da subito alcuni piccoli, ma significativi correttivi, utili a ridare una prospettiva alla categoria, in attesa di tornare a far vivere i centri storici con mercati a organici completi.

“Gli ultimi ristori sono inadeguati e non all’altezza di un Paese civile, che deve accompagnare le attività economiche fuori da una crisi senza precedenti – dichiara Danio Centenari, Presidente ANVA per la provincia di Cremona -.

Mediamente un ambulante non riesce a percepire più di mille euro e, di questo passo, molti di noi saranno costretti a chiudere. Le limitazioni imposteci non sono accettabili. Non si capisce per quali ragioni anche noi, che pure esercitiamo all’aperto, e in condizioni di sicurezza, non possiamo vendere scarpe per bambini, detersivi per la casa o abbigliamento intimo. Siamo veramente allo stremo e chiediamo semplicemente di essere ammessi, con le nostre attività, alla vendita di quelle merceologie che sono indicate come di prima necessità nel decreto governativo”.

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