Cronaca
Commenta

40 anni di Polizia, Melloni:
"Oggi più vicini alla gente"

Oggi la Polizia di Stato celebra i 40 anni della legge di riforma. Il 1 aprile 1981 è infatti stata promulgata la legge 121 che ha “smilitarizzato” il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, costituito la Polizia di Stato come prima forza di polizia civile a competenza generale e ridisegnato il sistema della Pubblica Sicurezza del Paese.

“Un anniversario per noi importantissimo, perchè 40 anni fa, il primo aprile 1981, è iniziata una nuova vita per una polizia di Stato che prima era una polizia militare, e che con quella legge è diventata la prima forza civile tra le forze di polizia” spiega il questore Carla Melloni.

“Questi 40 anni per noi sono volati. Io sono figlia delle riforma, perchè uno dei capisaldi della legge 121 è l’introduzione delle donne in tutti i ruoli, e io sono entrata proprio dopo la riforma, nel 1985. Ma è una legge che ancora oggi nasconde elementi di grande innovazione, perché ci ha portato a diventare una polizia sempre più vicina alla gente. Anche per questo credo che il motto ‘esserci sempre’ ci descriva totalmente”.

Ed è proprio questo il volto odierno della Polizia di Stato: un volto amichevole e sorridente. E parlando di volti, oggi molti dei volti di coloro che hanno fatto la riforma stanno sparendo: “I tanti pensionamenti previsti, ci stanno facendo perdere i volti anziani. Ma dall’altra parte il nostro ministero sta sssumendo molti agenti giovani, che stanno rinnovando il volto della polizia. E’ quindi un rinnovamento iniziato 40 anni fa, perché coloro che oggi stanno terminando il loro lavoro, hanno dato impulsi importantissimi”.

E oggi, in piena pandemia, il volto “buono” della polizia è quello di cui c’è più bisogno: “Credo che anche in  questo momento così difficile, in cui stiamo tutti soffrendo, con la chiusiura e la distanza, il nostro volto umano assume un’importanza maggiore, perché in questo momento più che mai dobbiamo essere vicini alle persone” conclude il questore.

Laura Bosio

Riprese di Francesco Sessa

© Riproduzione riservata
Commenti