Economia
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Porto di Cremona, dati in crescita
per il trasporto su acqua

Nonostante la difficile congiuntura economica il porto di Cremona non si è fermato. “Grande è stato lo sforzo compiuto dall’Amministrazione pubblica e dagli operatori privati”, ha precisato il presidente della provincia di Cremona, Paolo Mirko Signoroni che poi ha aggiunto: “Gli investimenti che vedono impegnate le realtà economiche insediate nell’infrastruttura, non solo sono stati confermati, ma le opere previste sono state completate o sono in avanzata fase di realizzazione”.

La provincia, in qualità di Autorità portuale, “ha fornito il proprio significativo contributo”: è stato aggiornato l’impianto antincendio del porto e sono stati eseguiti interventi sulla palazzina uffici del porto”. Nel mese di dicembre si sono conclusi i lavori, appaltati dalla provincia, di realizzazione di un piazzale ferroviario all’interno del porto di Cremona, e sono stati messi a disposizione dell’infrastruttura tre nuovi binari. Questo consentirà di superare il difetto di capacità ricettiva dello scalo portuale che, nell’ultimo biennio, ne ha limitato la crescita”.

L’opera, costata circa 1 milione di euro, a carico della Regione Lombardia, ha visto anche il coinvolgimento finanziario ed operativo dell’impresa Sograf srl, concessionario del servizio di movimentazione ferroviaria del porto di Cremona, che ha provveduto alla realizzazione dell’armamento ferroviario, in un’ottica di sinergia tra soggetti pubblici e privati.

La prosecuzione di tale forma di collaborazione ha consentito alla Provincia di Cremona di accedere anche ad un nuovo finanziamento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, destinato al potenziamento delle infrastrutture ferroviarie e portuali. Con il milione ottenuto dal Ministero si procederà al completamento ed all’ampliamento del nuovo piazzale che verrà dotato di un capannone officina per la riparazione del materiale rotabile, di torri faro e di altre infrastrutture in grado di garantirne la sicurezza e l’operatività anche nelle ore notturne, candidando così lo scalo ferroviario del porto ad essere uno dei principali scali ferroviari in Italia per movimentazione.

Ulteriori finanziamenti regionali per circa 1.200.000 saranno destinati a migliorare la funzionalità e la sicurezza dell’intero raccordo e delle altre infrastrutture portuali. Si prevede, inoltre, la realizzazione di una nuova viabilità di accesso al terminal, sistemi di videosorveglianza, implementazione della illuminazione e l’installazione di una pesa dinamica.

Anche le principali realtà economiche, presenti nel porto, hanno mostrato capacità di reazione alle difficoltà dell’attuale congiuntura economica, confermando i propri investimenti.

Katoen Natie Italia, impresa “leader mondiale nella logistica, ha consolidato la propria presenza realizzando un nuovo capannone di circa 8mila metri quadrati ed una serie di silos per lo stoccaggio di materie plastiche che si sommano a quelli già esistenti”. La ditta, c”he punta molto sul polo cremonese”, ha annunciato che, “a breve, intende raddoppiare la superficie del magazzino appena costruito”. Il capannone è stato dotato di un tetto fotovoltaico, che permetterà al nuovo stabilimento di essere quasi autosufficiente dal punto di vista energetico.

Anche Astl, specializzata nei trasporti eccezionali di materiali ferrosi, si è ingrandita. Ha triplicato la superficie del magazzino esistente, che ora è di circa 6mila metri quadrati, ed ha prolungato il binario esistente che attraversa l’intero capannone, per congiungersi alla rete ferroviaria del porto. Anche ASTL ha “prestato particolare attenzione all’aspetto ‘green’ della propria costruzione, dotando il capannone di una copertura fotovoltaica”.

Fagioli s.p.a., “leader mondiale nel campo della logistica e dei carichi eccezionali, come nel caso del trasporto del sommergibile “Toti” dal porto di Cremona al Museo della scienza e della tecnica di Milano”, è “partner prezioso per tutti gli operatori del porto cui offre servizi con le proprie attrezzature mobili, ha ripreso i traffici fluviali di carichi eccezionali che, a partire dal mese di ottobre, hanno raggiunto una certa regolarità”. Da gennaio di quest‘anno sono ricominciati anche i trasporti, via ferrovia, di prodotti petroliferi dal deposito Tamoil di Cremona.

Signoroni quindi ha sottolineato: “La tenuta del tessuto economico delle imprese insediate è confermata, anche in questa difficile situazione, dai volumi dei traffici transitati per le infrastrutture del porto sui valori del 2019. Anzi, per alcune tipologie merceologiche si è registrato un incremento”.

Il presidente della provincia ha poi concluso: “Da qui la necessità di affrontare operativamente un percorso progettuale definito con tutte le Istituzioni deputate, che porti a rendere navigabile il Po, asse centrale del sistema idroviario Padano Veneto sino a Mantova e da qui verso il mare. Questa è la fase storica degli investimenti, sia comunitari che nazionali, per una ripresa fuori dal tunnel della congiuntura che il periodo pandemico ci ha imposto”.

QUI I DATI COMPLETI

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