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"Campagna vaccinale, la retorica è
divenuta più forte dell'oggettività"

da Andrea Giacalone

Non ho alcuna competenza medico scientifica. Cerco di mantenermi informato su tutto, per approccio mentale e per non rinunciare alla volontà di formarmi una opinione personale anche se diversa da quella proposta, e talvolta imposta, dalla retorica più ricorrente. Premessa doverosa, perché ritengo che, anche sulla campagna vaccinale, la retorica sia divenuta più forte della oggettività.

E’ stato pubblicato uno studio condotto da Humanitas University su una popolazione di 4.000 operatori sanitari sottoposti a vaccinazione. I risultati sono incoraggianti: il vaccino Pfizer è molto efficace. Ad eccezione di sole 4 persone, sui soggetti vaccinati si sono sviluppati gli anticorpi. Maria Rescigno, coordinatrice dello studio, citando una ricerca condotta in Israele, afferma che il vaccino Pfizer (nel 95% dei casi) protegge sia dalla malattia che dal contagio.

Non invece l’Astra Zeneca, utile per contenere (nel 62% dei casi) lo sviluppo dei sintomi, ma non per impedire l’infezione. La differenza è tanto rilevante quanto quella che passa fra il giorno e la notte. Chi è vaccinato col Pfizer non è contagioso, chi con l’Astra Zeneca può non ammalarsi, ma sembra rimanere potenziale veicolo di diffusione.

Mi pare che la riflessione porti banalmente a concludere che se, malgrado il vaccino, permarrà la possibilità di infezione, il virus continuerà a circolare. Se da un lato ciò mi pare in netto contrasto con l’obiettivo di liberarsi definitivamente della pandemia, dall’altro, in un clima di emergenza infinita, alla scomparsa degli anticorpi, temo costringerà la popolazione a nuove inoculazioni.

Come noto, acquistandone enormi quantitativi, l’Europa ha puntato molto sul vaccino Astra Zeneca. Il costo per singola dose, in effetti, è inferiore rispetto a quello di alcune bottiglie di acqua minerale. Gli esiti sul sistema immunitario, soprattutto in caso di un uso reiterato, immagino possano essere non ugualmente innocui.

Da sostenitore dei vaccini, auspico che, con la dovuta trasparenza, evitando di trincerarsi dietro a un poco convincente slogan di un rapporto favorevole tra benefici e rischi, si garantisca una corretta e completa informazione.

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