Cronaca
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A lezione in piazza San Luca: gli
studenti chiedono di tornare in aula

Foto Sessa

Riprese e montaggio video Francesco Sessa

Una quindicina di ragazzi delle scuole superiori hanno iniziato la loro mattinata scolastica in dad in piazza San Luca, oggi 8 aprile, all’indomani quindi del rientro in classe per gli altri ordini di scuola, dall’asilo alla prima media. Silenziosi, ordinati, qualcuno con i guanti, in una piazzetta appena sfiorata dai primi raggi di sole, collegati con le rispettive classi attraverso portatili e smartphone, gli studenti del collettivo Il Megafono sono tornati a ribadire che la scuola in presenza non è un optional e va ripresa al più presto in sicurezza.

I banchi su cui hanno appoggiato portatili, libri e astucci sono quelli portati fuori dall’aula studio che si trova a fianco della chiesa, nello spazio che i padri Barnabiti avevano affittato agli studenti di Musicologia, un esperimento che a causa del Covid, ma anche di altri motivi, si è bloccato e chissà quando mai potrà ripartire.

Sono autogestiti e in pochi, ma danno voce alla totalità dei loro coetanei cremonesi collegati alle lezioni dalle loro stanze, come ornai stanno facendo da un anno abbondante, salvo rari  periodi di tregua. Sono pochi ma determinati, consapevoli che la loro richiesta è niente più che un diritto. Rappresentano tutti gli istituti cittadini: Aselli, Manin, Torriani, Stradivari, Ghisleri, Vida, Anguissola.

“Oggi è un po’ un esperimento, qualcuno magari verrà più tardi. Adesso vediamo come va, è la prima volta che facciamo questa cosa”, ci dice Benedetta.

Si sono preparati una scaletta di interventi per scandire ogni cambio d’ora. E’ Sophia, studentessa del liceo Aselli, la prima ad intervenire, e lo fa ponendo qualche domanda sulla didattica a distanza:  “E’ stata davvero praticata una reale integrazione degli alunni disabili? L’aumento di pesanti fenomeni di disagio tra gli adolescenti non è forse imputabile proprio all’isolamento e alla mancanza di relazioni e di spazi fisici che la scuola ha sempre garantito?”

“L’apprendimento e il processo educativo – continua Sophia –  si fonda anche sulla relazione con gli altri compagni. Solo con la loro presenza si imparano una serie di valori che contribuiscono a formare l’identità di un individuo. Avere imposto per decreto la dad ha inviato alla cittadinanza un messaggio chiaro: il diritto all’istruzione rimane tutelato anche se ancora una volta viene trattato come l’ultimo dei problemi di un governo che non si accorge che il futuro del Paese sarà determinato proprio a partire dall’educazione.

Di fronte a tutto questo, siamo qui in piazza per ribadire la necessità di un rientro in aula in tutta sicurezza il prima possibile. La nostra formazione come individui e cittadini non può venire meno in un momento come questo. Non possiamo rimanere soli”.

Giuliana Biagi

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