Ambiente
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Po sui livelli di agosto
La pioggia salva campi e colture

Le piogge delle ultime ore hanno contribuito ad un marcato innalzamento delle portate del Po del 15-20% nelle diverse sezioni monitorate lungo l’asta del fiume generando un parziale ristoro dei territori soprattutto in considerazione del periodo particolarmente arido manifestatosi negli ultimi mesi. A Cremona per ora si attesta su -5,60. Le ulteriori precipitazioni previste nei prossimi giorni potrebbero colmare il gap.

Il monitoraggio sullo stato idrologico del Po e dei principali corsi d’acqua del Distretto idrografico Padano rileva chiaramente come la seconda perturbazione del mese di aprile abbia attenuato la forte situazione critica che iniziava a prospettarsi sull’intero Bacino: le piogge diffuse su tutto il territorio durante lo scorso fine-settimana stanno risollevando le portate del Grande Fiume e alimentando anche i corsi d’acqua secondari maggiormente in criticità.

“Ci stiamo avvicinando al periodo più delicato dell’anno per la risorsa acqua; questi prossimi mesi saranno determinanti per il deflusso ecologico, per l’habitat e per le produzioni delle importanti colture del Distretto Padano” sottolinea Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità Distrettuale del fiume Po. “L’acqua che sta cadendo e sta colmando il gap che avevamo deve essere infatti trattenuta il più possibile negli invasi, nei grandi laghi regolati e nei bacini imbriferi montani e sarà la risorsa preziosa che ci consentirà di portare a termine con successo prelievi e distribuzione e, al tempo stesso, di valorizzare il corridoio ecologico più importante che abbiamo: il Fiume Po”.

“L’arrivo della pioggia è una manna per le campagne lombarde, dopo che la siccità ha fatto scattare l’allarme tra gli agricoltori per le semine di mais a rischio e con le prime irrigazioni di soccorso già partite su prati, erbai, orzo, frumento ma anche su meloni, pere, cipolle”commenta la Coldiretti Lombardia.

“La mancanza di precipitazioni significative negli ultimi due mesi ha spinto verso il basso il livello idrometrico del fiume Po, che al Ponte della Becca nel Pavese è a quasi -2 metri, praticamente lo stesso registrato a fine agosto 2020, con la portata del più grande fiume italiano finita ben al di sotto delle medie di periodo (-48%) secondo Anbi” .

La pioggia sarà dunque un sollievo solo se cade per tempi lunghi e con bassa intensità, mentre “i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti”.

Alla siccità – come precisa ancora la Coldiretti regionale – si è aggiunto lo shock termico causato dal brusco sbalzo di temperature passate in pochi giorni da un caldo semi estivo a un freddo da pieno inverno con notti sottozero e gelate, in un saliscendi di clima impazzito che mette a rischio i raccolti.

L’aumento degli eventi climatici estremi, con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità ha modificato la distribuzione sia stagionale che geografica delle precipitazioni con l’agricoltura italiana che in dieci anni ha subito danni per 14 miliardi di euro.

 

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