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Comune, sorpresa dall'Imu
Due milioni in più del previsto

Polemica al vetriolo in commissione Bilancio sulla presentazione del Rendiconto di gestione 2020 tra Zagni e Manzi sull'utilizzo dei fondi Covid 2020: anticipazione di quanto succederà in consiglio comunale?

Presentato in commissione Bilancio il rendiconto della gestione 2020 del comune di Cremona, una riunione surriscaldata da un acceso battibecco tra il capogruppo della Lega Alessandro Zagni e l’assessore Maurizio Manzi sul mancato utilizzo di circa 2 milioni di euro di fondi Covid nel 2020.

La terribile annata pandemica del 2020 si chiude dal punto di vista dei conti comunali con un avanzo di competenza (quello relativo al 2020) di 12 milioni, a cui va aggiunto quello dell’anno precedente, che porta il totale alla cifra record di 37 milioni.

Di questi, 23,5 milioni risultano accantonati per il fondo rischi crediti non riscossi; 9,7 milioni sono somme vincolate con una loro destinazione: è all’interno di questa cifra che si collocano i circa 2 milioni di euro di fondi Covid trasferiti dallo Stato su cui si è innestata la polemica. Infine, ammonta a 3,8 milioni l’avanzo ‘libero’.

Ammonta a 4,6 milioni di euro il recupero dell’evasione fiscale;  bene i tempi medi di pagamento del Comune ai fornitori, scesi a 17 giorni (30 è il termine di riferimento per le pubbliche amministrazioni).

Il risultato di esercizio (conto economico) è di 15 milioni; il debito pro capite di 442 euro.

L’emergenza Covid, ha spiegato il dirigente del settore Economico finanziario Paolo Viani “ci ha costretto a mettere mano al nostro Bilancio diverse volte nell’arco del 2020. Dodici quelle principali, quando in genere nel corso dell’anno ne facciamo 3, 4. E’ stato inoltre necessario fare prelievi dal conto di riserva. Le due più importanti sono state a luglio e novembre”.

Ulteriori 535mila euro sono stati accantonati nel fondo per le perdite delle partecipate, un capitolo che riguarda primariamente l’azienda speciale Cremona Solidale, il cui consuntivo 2020 sta per essere approvato con un prevedibile deficit.

Tra le entrate tributarie, il 2020 ha rivelato una sorpresa a fine anno, grazie ad un maggiore introito del saldo Imu per la categoria “altri immobili”, l’unica che va a finire nelle casse del Comune. A luglio, temendo contraccolpi dalla crisi economica Covid, era stata fatta una variazione in negativo della cifra attesa, ipotizzandola a 17 milioni di euro, quando poi la rata di saldo a dicembre ha accertato 19,2 milioni, quindi in linea con la previsione ante Covid.

In calo invece l’introito dell’addizionale Irpef per effetto della pandemia.

Tra le entrate da trasferimenti correnti, c’è il balzo notevole, rispetto al passato, dei trasferimenti dallo Stato o dalla Regione: nel primo caso si è passati dai 5,3 milioni dello storico, ai 18,5 milioni nel 2020; nel secondo, dai 2,7 milioni degli anni precedenti a 6,1 milioni.

TRA MANZI E ZAGNI POLEMICA AL VETRIOLO – La discussione più accesa, andata avanti a più riprese nel corso della commissione, si è avuta a proposito dei 2 milioni di euro di fondi Covid rimasti inutilizzati nell’avanzo. Una cifra che secondo Zagni avrebbe potuto essere utilizzata per gli aiuti a famiglie e imprese, ma che per Manzi era impossibile da impegnare in quanto non ancora accertata. Soldi, hanno spiegato Manzi e Viani, che all’altezza del 30 novembre, quando era stata fatta l’ultima variazione di bilancio, dovevano secondo normativa essere accantonati in previsione delle minori entrate dell’Imu. Solo a gennaio si è avuta la certezza che il saldo Imu avrebbe completamente coperto quella cifra.

“Se  avessimo avuto visibilità di quei 2 milioni non avremo esitato ad utilizzarli già per il 2020”, ha detto Manzi, “ma solo a gennaio ne abbiamo avuto contezza quando si sono concretizzati gli effetti dell’Imu. Al 30 novembre avevamo l’obbligo di chiudere in equilibrio, questo ci imponeva di fare la norma sugli enti locali e i dati disponibili in quel momento”.

Zagni ha replicato che “le variazioni di bilancio si potevano fare anche a dicembre, impegnando l’importo, tecnicamente potevate farlo”. “Una variazione sarebbe stata possibile solo per applicare le maggiori risorse destinate al Fondo funzioni fondamentali”, ha precisato Viani, “che però a noi non sono arrivate”.

Particolarmente indispettito, Manzi, dalla dichiarazione di Zagni sul fatto che quei 2 milioni sarebbero stati persi anche per il 2021. “Non abbiamo perso nulla. Bisogna parlare con dati alla mano e con la contezza delle normative, tutte, con tutti i risvolti. Non si possono buttare lì affermazioni di principio o di altro genere. Le normative degli enti locali sono inderogabili, se vuole viene qui e gliele spieghiamo in tutti i risvolti”.

“Il paradosso – ha chiosato il capogruppo di Forza Italia Carlo Malvezzi – è  che chiudiamo con un avanzo di entità straordinaria proprio nell’anno della più grande emergenza  sanitaria ed economica. C’è qualcosa che non funziona”.

Giuliana Biagi

 

 

 

 

 

 

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