Politica
Commenta

"Coinvolgere i territori nella riforma
della legge sanitaria regionale"

Le forze di maggioranza in Consiglio Comunale hanno depositato un ordine del giorno relativo alla richiesta di una urgente riforma del sistema sociosanitario lombardo.
L’ordine del giorno è stato firmato da Roberto Poli, Fabiola Barcellari, Francesco Ghelfi, Nicola Pini, Paola Ruggeri, Daniele Villani, Marco Loffi, Cinzia Marenzi, Riccardo Merli, Lapo Pasquetti.
“Come noto – scrivono i firmatari – la nostra regione e il nostro territorio in particolare sono stati violentemente colpiti dalla pandemia da coronavirus. L’emergenza sanitaria ha palesato tutti i limiti e le criticità del modello sociosanitario lombardo.
Un modello che presenta certamente punte di eccellenza nell’ambito di alcuni poli ospedalieri, in particolare centrati su Milano e sulle principali città, ma che ha mostrato gravi insufficienze nella gestione della pandemia, in quanto la sanità territoriale, di prevenzione e di prossimità è stata negli anni progressivamente indebolita e smantellata.
Il sistema sociosanitario lombardo con la legge regionale 23 del 2015 ha attuato un modello “sperimentale”, unico nel panorama italiano. La fase sperimentale è clamorosamente fallita. E proprio sul piano dell’integrazione tra settore sanitario, sociosanitario e sociale, che negli intenti era l’obiettivo principale della riforma.
Il Ministero della Salute il 16 dicembre 2020 ha formalmente invitato la Regione Lombardia a una revisione del sistema entro centoventi giorni.
Solo pochi giorni fa la Regione ha avviato l’iter in Commissione, ma ancora senza indirizzi chiari della Giunta.
Una riforma del sistema sociosanitario non può avvenire nelle segrete stanze delle forze di centrodestra che da sempre governano la Regione e il sistema sanitario lombardo con risultati che sono sotto agli occhi di tutti.
Serve un confronto ampio tra tutte le forze politiche, ma soprattutto con i territori, gli amministratori e gli operatori che lavorano sul campo.
Per questo l’ordine del giorno impegna il Sindaco a rappresentare al Presidente della Regione l’avvio urgente di un confronto partecipato con i territori, per addivenire a un nuovo modello sociosanitario che parta da reinvestimenti sul personale, a integrazione tra ospedale e territorio e tra sanitario e sociale, a innovazione strumentale e tecnologica con ammodernamento delle strutture, a investimenti su nuovi presidi territoriali sociosanitari vicini ai cittadini con potenziamento delle attività di prevenzione, di igiene pubblica e di medicina della comunità.
Le considerazioni che portiamo non sono solo espressione di una sensibilità politica di parte ma sono valutazioni che la stessa Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali (Agenas), ente tecnico e terzo, ha avanzato e circostanziato. Ma dalle stesse fila del centrodestra emerge la consapevolezza di un fallimento del sistema e della necessità di una profonda revisione.
E poiché la sanità è un bene pubblico, chiediamo con forza che la riforma sia partecipata e condivisa e che segua direttrici chiare a partire dalla centralità del sistema pubblico, con le opportune rivisitazioni del ruolo del privato, e a partire da un nuovo modello di governance che deve coinvolgere le rappresentanze locali nella pianificazione territoriali, in un ruolo decisionale attivo e non meramente consultivo e di facciata”.

© Riproduzione riservata
Commenti