Economia
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Imprese, più iscrizioni in Lombardia,
"ma il dato non deve ingannare"

Il primo trimestre del 2021 registra una ripresa delle iscrizioni di imprese in Lombardia, con 17.482 movimenti, pari al +10,8% su base annua. Lo comunica Unioncamere Lombardia sulla base dei dati che emergono dalle anagrafi camerali. In tutto, il numero di imprese lombarde registrate si attesta a 949.525 unità, mentre considerando solo le imprese attive lo stock risulta pari a 813.215 posizioni, con una variazione del +0,4% su base annua. Si tratta del primo segno positivo dopo due anni di contrazione, che riporta la consistenza del tessuto imprenditoriale in linea con il livello del 2019. La crescita è trainata dall’ampio comparto degli altri servizi (+1,8%), e dalle costruzioni (+1,2%), che confermano la recente svolta positiva dopo numerosi anni di calo; calano invece commercio (-0,5%), alloggio e ristorazione (-0,5%), agricoltura (-1,2%) e industria (-2,3%).

“La ripresa delle iscrizioni – sottolinea il presidente di Unioncamere Lombardia, il cremonese Gian Domenico Auricchio – rappresenta un timido segnale positivo che però non deve ingannare: il dato si confronta con il crollo del primo lockdown e mancano ancora mille iscrizioni per tornare ai livelli pre-Covid; anche se le cessazioni diminuiscono, grazie alla resilienza degli imprenditori e al supporto delle istituzioni, il pieno impatto della crisi economica non si è ancora riflesso in chiusure e cessazioni”.

I dati, sottolinea ancora l’associazione, vanno inquadrati nel contesto della situazione di emergenza sanitaria in corso da oltre un anno, che nel 2020 ha causato una forte riduzione dei flussi di iscrizioni e cessazioni di imprese. Non sono da sopravvalutare, sia perché si confrontano con il valore particolarmente depresso del primo trimestre dell’anno precedente, periodo in cui era scoppiata la pandemia, sia perché il divario con i livelli pre-Covid non è ancora colmato (la media delle iscrizioni negli analoghi periodi del triennio 2017-2019 è di circa 18.400 movimenti). Comunque, il progresso nelle iscrizioni rispetto ai minimi del 2020 suggerisce un miglioramento delle aspettative degli imprenditori sulle prospettive economiche, mentre le cessazioni proseguono un trend decrescente con un ulteriore calo rispetto al 2020 (17.493 movimenti, -15,3% su base annua).

L’effetto della crisi indotta dalla pandemia non è quindi ancora visibile nei dati sulle chiusure di impresa, che spesso hanno tempi lunghi, per cui è probabile che le chiusure non ancora avvenute (grazie a garanzie pubbliche e ristori) si scaricheranno in futuro influenzando la demografia nei prossimi trimestri.

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