Cronaca
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Con indosso un casco e con un
coltello rapinò il Penny. A processo

“Fai la brava, stai tranquilla, non ti voglio fare del male, apri il cassetto”. Queste le parole che Francesco Lorenzano, 31 anni, avrebbe rivolto a Jenny, 26 anni, cassiera al supermercato Penny Market di via Brescia, durante la rapina messa a segno alle 15,45 del 6 agosto del 2017. Per quell’episodio, l’uomo, tossicodipendente, attualmente in affidamento terapeutico, è a processo con l’accusa di rapina aggravata. Lo difende l’avvocato Alessio Romanelli.

Oggi in udienza è stata sentita la testimonianza della giovane cassiera che quel pomeriggio si era trovata davanti un uomo con indosso un casco integrale, maglietta a mezze maniche e pantaloncini corti. “Ha messo un succo sul nastro”, ha ricordato la ragazza, “e poi dalla tasca ha estratto un coltello seghettato. Ho fatto quello che mi ha chiesto e quando ho aperto il cassetto, lui ha preso le banconote, circa 300 euro, e se n’è andato”. La cassiera ha detto che l’uomo aveva la visiera leggermente alzata per poter parlare, ma che era appannata, cosa che ha reso impossibile vederlo bene in volto. “Era sicuramente italiano, senza inflessioni dialettali”.

Una volta arrivata la polizia erano state visionate le telecamere. Una decina di giorni dopo il fatto, una pattuglia della sezione Contrasto al Crimine Diffuso aveva notato un individuo con caratteristiche somatiche simili all’autore della rapina, che era fuggito in sella ad una bici. In quell’occasione Francesco Lorenzano aveva fornito una confessione, raccontando di essere tossicodipendente e di aver commesso la rapina per poter acquistare la droga. Il coltello, invece, lo avrebbe preso a casa dei genitori, mentre il casco, trovato incustodito all’interno di un parcheggio, lo avrebbe rubato. Dopo il colpo si sarebbe disfatto dei vestiti e del casco, gettati in un cassonetto, poi ritrovati dagli agenti grazie alle indicazioni del presunto rapinatore.

La prossima udienza è stata fissata al 14 settembre. Sarà sentito uno degli agenti della squadra Mobile che si era occupato delle indagini, e sarà pronunciata la sentenza.

Sara Pizzorni

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