Cronaca
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Da Mattarella un invito
ad alzare lo sguardo

Speranza, futuro, giovani. Ma anche dolore, esperienza, memoria. Sono queste le parole più utilizzate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della sua rapida ma intensa visita a Cremona. Il passaggio del Capo dello Stato ha idealmente collegato un passato recente, caratterizzato da una grande sofferenza collettiva ed individuale, con un futuro che si sta sempre più delineando con progetti concreti.

La commemorazione delle vittime della pandemia è stata vissuta ed apprezzata come riconoscimento del calvario vissuto da questa provincia, specialmente nella primavera del 2020, quando gli eventi, nella loro crudezza e durezza, hanno superato anche l’immaginazione. Il rischio, spesso presente in un’umanità che tende a lasciarsi alle spalle le difficoltà e a rimuoverle, assecondando forse un istinto alla sopravvivenza, è quello di archiviare tutto come passato. Questo pericolo, così insidioso e subdolo, si sta già effettivamente manifestando, ad esempio quando a gran voce chiediamo di essere vaccinati in vacanza. Ci siamo già dimenticati dell’esperienza vissuta? Il vaccino, così centrale fino a poche settimane fa, può già essere archiviato come una seccatura da rimandare al momento del ritorno dalle ferie?

La prima parte della visita del presidente ha al contrario evidenziato il valore della memoria. Non solo in quanto ricordo laico e preghiera cristiana che rivolgiamo per coloro che non sono più con noi. Ma anche, e forse soprattutto, per attualizzare il dolore, la sofferenza, l’angoscia vissute e rendere così ancora più forte e decisiva la ripartenza che stiamo disegnando in questi mesi.

Una ripresa che, come ha detto lo stesso presidente Mattarella a Cremona, è già iniziata, sia a livello generale, soprattutto grazie al piano NextGenerationEu, che particolare, in questa città non più caratterizzata da un pericoloso isolamento.

Dalla memoria alla speranza: la seconda tappa della visita del presidente della Repubblica allarga il cuore e la mente. È stato inaugurato un campus universitario, frutto di una straordinaria collaborazione tra pubblico e privato, che sorge in un ex monastero, ossia in un luogo che nella storia d’Europa è stato sinonimo di rinascita, di cultura, di vita sociale e religiosa. E in un altro ex monastero, poi trasformato in caserma, ossia nella ex Manfredini, sorgerà un’altra sede universitaria, trasformando radicalmente non solo via Bissolati, ma l’intero centro storico.

Con questi passaggi, certificati e consolidati proprio dalla visita del presidente, Cremona si candida ad avere un ruolo di primo piano tra le città universitarie del nord Italia, diviene attrattiva per i giovani, secondo una progettualità concreta e lungimirante.

L’esperienza del dolore non viene quindi rimossa e dimenticata in fretta ma si fa memoria, per accompagnare, nel solco di una tradizione ma grazie ad uno sguardo innovativo, una fase nuova. Il presidente della Repubblica, in meno di due ore, con due brevi discorsi e con un sorriso carico di speranza, ci ha ricordato tutto questo e ci ha invitato ad alzare lo sguardo per vedere una rinascita che è già qui. Basta volerlo.

Guido Lombardi

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