Cronaca
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Musei al lavoro: a settembre
il programma triennale mostre

Entro giugno l’organigramma del Comune avrà il nuovo dirigente del Settore Cultura, ruolo strategico per avviare le tante novità a cui l’assessorato di Luca Burgazzi sta lavorando per rilanciare questo comparto strategico per la città, viste le tante connessioni del segmento artistico – culturale con quello turistico.

Il 10 giugno i trenta candidati (tra cui alcuni interni) che hanno superato la prova preselettiva affronteranno la prima prova scritta alla palestra di Cavatigozzi, dopodichè ci sarà la valutazione orale e quindi, entro il mese, la chiusura del concorso.

Nell’attesa gli uffici e i conservatori dei musei facenti parti del Sistema hanno lavorato per programmare la ripartenza del comparto. Ne abbiamo parlato con l’assessore alla partita.

Cosa ci aspetta nell’immediato sul fronte museale?

La prima iniziativa che vedrà la luce è l’utilizzo della sala del Quattrocento, che rimettiamo in funzione, per la mostra delle opere donate al Museo negli ultimi 10 – 12 anni, opere anche importanti, ma conservate nei depositi, che non sono mai state viste. L’idea è di riaprire la sala entro giugno.

“Sempre durante l’estate vogliamo iniziare ad introdurre la mostra su Sofonisba Anguissola, che finalmente ospiteremo a Cremona nella primavera del 2022, dopo l’esposizione di Milano. Organizzeremo alcuni appuntamenti con scrittori e scrittrici che hanno trattato della vita e delle opere dell’artista cremonese: il luogo prescelto è il cortile di palazzo Affaitati.

L’autunno sarà il periodo in cui presumibilmente torneranno gli eventi e quindi, si spera, anche visitatori da fuori città. Cosa potrà offrire Cremona sul fronte culturale?

Come Sistema Museale, tra settembre ottobre presenteremo il programma del triennio 2022 – 2024 per quanto riguarda le mostre principali, già in fase di programmazione, sia in pinacoteca sia negli altri luoghi del Sistema.

Quest’anno, per quanto riguarda la Pinacoteca, vogliamo riprendere un discorso interrotto nel 2020 causa del Covid: l’esposizione, durante il periodo natalizio, di un quadro a tema, da esporre all’inizio del percorso museale, come avevamo fatto due anni fa prendendo a prestito la copia antica della Madonna d’Orléans di Raffaello. In questo periodo tutti i musei stanno ripartendo quindi la ricerca è tuttora in corso, ma siamo fiduciosi”.

Come procede il Sistema Museale, che da poco include anche l’ultimo nato, il Museo del Violino?

Si sta  lavorando rispetto alla biglietteria unica col teatro Ponchielli ed entro l’anno vogliamo lanciare la nuova piattaforma web del Sistema Museale completamente ammodernata secondo i canoni attuali. Oltre alla sezione dedicata ai visitatori ne apriremo una mirata alle esigenze di documentazione di ricercatori e studiosi: i musei sono anche un ente culturale che svolge un lavoro importante di studio. tanti studenti per le loro tesi già si rivolgono alla nostra struttura, vogliamo facilitare questo rapporto rendendo la nostra documentazione di più facile accesso.

Entrerà anche il Museo Diocesano?

Lo auspichiamo, il concetto di Sistema è nato proprio per aprirsi ad altri soggetti. Sarebbe bello che ciò avvenisse, in questo modo saremmo una delle non molte realtà che vedono insieme soggetti pubblici e privati di varia natura. Con gli uffici diocesani c’è un’ottima interlocuzione.

Altri progetti con strutture non pubbliche?

Sto incontrando le Gallerie di arte contemporanea, mi piacerebbe fare un percorso anche su questo tema, avviare una forma di collaborazione. Siamo sulla buona strada: abbiamo contatti con Il Triangolo, con la galleria Mascarini con la quale abbiamo già fatto alcune cose in passato e avvieremo il discorso anche con la nuova galleria che ha aperto a palazzo Fodri. L’idea è quella di creare un circuito unitario per l’arte contemporanea.

Uscendo dai musei: torneranno i concerti in piazza del Comune?

Il tema è delicato. Quello che posso dire è che per me è sempre stato corretto portare la musica al centro della città.

Tema edifici: qualche novità?

Palazzo Affaitati ha bisogno di essere ammodernato e di ampliarsi. Tramite la Soprintendenza abbiamo inviato al Ministero dei Beni Culturali una richiesta di finanziamento per una cifra importante, 13 milioni. E’ chiaro che sarà un lavoro che richiederà più anni, quello che serve è un totale ammodernamento impiantistico e degli spazi, includendo anche palazzo Soldi, per creare un polo che, con la presenza del centro Fumetto, sia anche di aggregazione per i giovani.

Inoltre, vorremmo arrivare entro fine anno ad avere a disposizione, almeno per un certo numero di giornate all’anno, la sala di san Vitale, di proprietà della Provincia, per realizzare esposizioni.

Giuliana Biagi

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