Cronaca
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Omicidio stradale: a processo ex
funzionario della Motorizzazione

Foto Sessa
L’avvocato Gennari

Giuseppe Gaboardi, cremonese, 75 anni, oggi in pensione, è stato per anni funzionario tecnico della Motorizzazione di Cremona con compiti di revisione e collaudi di autoveicoli e di esami per il rilascio delle patenti. Oggi si trova imputato in un processo per omicidio stradale. Il 22 luglio del 2019, sulla provinciale 48, in territorio di Acquanegra cremonese, sulla strada che collega Sesto a Grumello, nella frazione di Fengo, era rimasto coinvolto in un incidente mortale nel quale aveva perso la vita il ciclista Michele Boiocchi, 46 anni, di Acquanegra.

Erano le 16,45 del pomeriggio. Era una bella giornata e la visibilità era ottima. Su quella strada c’erano solo la Fiat Panda di Gaboardi e la bici di Boiocchi. Entrambi viaggiavano nella stessa direzione. Improvvisamente c’era stato l’impatto tra i due mezzi. Molto violento, tanto che Boiocchi era stato sbalzato dalla bici, andando a sbattere contro il parabrezza dell’auto per poi cadere al suolo. Per lui non c’era stato nulla da fare.

Oggi in aula, l’imputato, difeso dall’avvocato Gian Pietro Gennari, ha raccontato al giudice la sua versione dei fatti. L’uomo ha riferito di aver pranzato e successivamente di essersi messo alla guida della Panda della moglie con l’intenzione di recarsi a Castelleone per farla lavare. “Non c’era traffico”, ha spiegato. “Viaggiavo ad una velocità di 65/70 chilometri all’ora. Davanti a me c’era solo un ciclista che ogni tanto si discostava dal ciglio della strada. Aveva un’andatura irregolare. Ho visto che avevo spazio per superarlo, quindi mi sono spostato sulla sinistra, ho dato un colpo di clacson per avvertirlo della mia presenza, poi improvvisamente ho sentito un colpo al lato destro della macchina e ho visto il ciclista sbattere contro il parabrezza per poi finire sul ciglio della strada, verso un fosso laterale”.

L’avvocato Fornasari

Su quella strada c’era la linea continua, ma Gaboardi ha sostenuto di aver effettuato la manovra restando all’interno della sua carreggiata. Su quel tratto, come ha spiegato il sovrintendente della polizia stradale di Pizzighettone chiamato a testimoniare, non era indicato il limite di velocità. “Quando non è specificato”, ha detto l’agente, “è di 90 chilometri orari”. Gaboardi era stato sottoposto all’etilometro. Il test aveva indicato un primo valore di 0,7 e un successivo di 0,6. Il limite previsto dalla legge è pari a 0,5 g/litro. L’automobilista era stato quindi sanzionato per guida in stato di ebbrezza.

Quel giorno Boiocchi viaggiava con un’anguria sulla bici. Gaboardi lo aveva notato procedere con un’andatura irregolare, probabilmente destabilizzato dal peso del frutto. Per la difesa, però, il ciclista, che stava tornando a casa, sarebbe finito addosso alla macchina nel tentativo di girare a sinistra in direzione di Fengo. Secondo la parte civile, rappresentata dalla moglie e dalla figlia della vittima, assistiti dai legali Gabriele Fornasari e Jolanda Tasca, Gaboardi avrebbe sbagliato nell’effettuare la manovra di sorpasso, invadendo la linea continua. Una questione, quella della dinamica, di cui si entrerà nel merito la prossima udienza con l’esame dei consulenti tecnici.

Quando la polizia stradale di Pizzighettone era arrivata sul posto, chiamata da due testimoni, entrambi muratori che stavano effettuando dei lavori in un’abitazione vicina alla strada, Boiocchi era già stato caricato sull’ambulanza. Per terra, gli agenti avevano trovato una ciabatta, un cappello e uno zainetto, e tracce ematiche della vittima miste con i resti dell’anguria. “Il frutto era di medie dimensioni”, ha riferito il sovrintendente, “e nell’impatto è esploso. Sull’asfalto non abbiamo rilevato tracce di frenata”.

Sentiti anche i due muratori, i primi ad aver prestato soccorso al ciclista. Entrambi hanno riferito di aver sentito il clacson, di aver sentito il botto e di aver visto il corpo di Boiocchi sbalzato dalla bici. “Ho parlato con il conducente”, ha riferito uno degli operai. “Era confuso e piangeva”.

Si torna in aula il prossimo 23 febbraio.

Sara Pizzorni

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