Economia
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Cremona e Trieste, le prime
acciaierie "green" d'Europa

Repubblica TV ha dedicato un ampio servizio al progetto di riconversione industriale che sta avvenendo a Trieste da parte di Acciaieria Arvedi, nell’impianto produttivo di Servola.
Al momento – spiega nel servizio il presidente di Acciaieria Arvedi Mario Caldonazzo – sono in corso le demolizioni dell’area a caldo che lasceranno spazio alla prima riconversione green di una acciaieria in Europa.
Si tratta di un intervento di decarbonizzazione e tutela ambientale, nato un anno e mezzo fa, quando le istituzioni locali espressero la volontà di chiudere l’area a caldo, dove si produceva la ghisa utilizzando carbone, pure senso le emissioni sotto i limiti di legge.

“Abbiamo condiviso il percorso – spiega Caldonazzo – anche se per un siderurgico abbandonare la produzione primaria è sempre una scelta molto difficile e dolorosa, e abbiamo avviato il primo passaggio del nostro piano di decarbonizzazione, tutela ambientale e riconversione industriale del sito di Trieste. Il processo di smantellamento è a buon punto: è stato avviato il piano industriale sulla base di un accordo di programma condiviso con governo, istituzioni locali e accordi sindacali che portano a un obiettivo di riconversione a zero esuberi”.

Ci sarà quindi un rafforzamento dell’area a freddo con la realizzazione di un impianto di zincatura e verniciatura che si avvarrà di una centrale di ultima generazione a bassissime emissioni con funzione strategica per la modulazione della rete.
270 milioni il costo di questo pacchetto di interventi; ma altri 100 milioni sono destinati, quando saranno perfezionati alcuni passaggi istituzionali, ad un ulteriore investimento che prevede l’installazione di un’altra linea di zincatura all’avanguardia per rivestire i coils di acciaio con una lega di zinco speciale.
L’intervento si completerà con 2 elettrolizzatori alimentati da energia da fonti rinnovabili realizzata in sito attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici per introdurre nel processo produttivo l’idrogeno, in parziale sostituzione del gas naturale.
“Siamo pronti a lanciare questo ulteriore investimento ma dobbiamo per forza subordinarlo a una serie di azioni: quali il sostegno in un contratto di sviluppo, la modifica del piano regolatore (pannelli fotovoltaici) e la chiusura del processo di sdemanializzazione per poterci ‘sedere’ su aree di proprietà e non più in concessione”.

Trieste e Cremona strettamente collegate è dall’acciaieria di Cremona che arriverà la materia prima, “un’acciaieria che emette pochissima anidride carbonica e nel giro di breve punta alla completa neutralità climatica; che riutilizza il 99% dei prodotti e sottoprodotti del processo produttivo”.
L’obiettivo di sviluppo dei due impianti si basa sulla progressiva sostituzione della ghisa con altri materiali a basso impatto emissivo. “A Cremona stiamo completando un progetto di ricerca e sviluppo per produrre acciaio a basse emissioni riducendo il ricorso alla ghisa in pani e con il trattamento del rottame al fine di caricare i forni con rottami puliti di alta qualità”.
Trieste e Cremona: due stabilimenti complementari, uniti da un treno navetta per portare in riva al mare la materia per realizzare i coils zincati e verniciati. Il tutto, nella cornice del Green Deal voluto dall’Ue, per cui gli acciaieri europei si sono impegnati a ridurre entro il 2030 del 30% le emissioni rilevate nel 2018 e alla neutralizzazione entro il 2050.

Possibile anche che Trieste riceva coils a caldo provenienti da altri siti produttivi. “Siamo pronti a collaborazione con altre siderurgie europee a condizione che questi coils vengano prodotti nel pieno rispetto dell’ambiente e a basse emissioni di anidride carbonica.
Conosco l’impegno dei siderurgici europei ai processi di decarbonizzazione; acquistando acciaio in Europa sono sicuro che è prodotto nel pieno rispetto dell’ambiente”.
A Trieste verrà anche realizzato un raccordo ferroviario che collegherà l’impianto all’Europa dell’est, a cui sono destinati i prodotti, oltre al potenziamento del collegamento ferroviario con Cremona al fine di ridurre sempre più il trasporto su gomma.

Per quanto riguarda la tempistica, la centrale elettrica partirà a gennaio 2022 con avvio linee produzione a settembre 2022. “Per l’investimento successivo ci auguriamo che le condizioni vengano risolte; poi serviranno 18 mesi per la consegna”.

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