Cronaca
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Bicchieri in testa e calci in
bocca alla ex, condannato

E’ stato condannato a due anni, senza sospensione della pena, un 47enne residente a Cremona che in due occasioni aveva alzato le mani contro la ex convivente, provocandole un trauma cranico e la frattura della mascella. L’uomo, con alle spalle svariati precedenti penali, era a processo con l’accusa di lesioni. L’imputato dovrà anche risarcire alla vittima, parte civile nel procedimento attraverso l’avvocato Raffaella Parisi, una provvisionale di 4000 euro. La motivazione sarà depositata entro 25 giorni.

Gli episodi contestati risalgono al 14 luglio e al 30 agosto del 2017. La coppia ha convissuto due anni, dopodichè si è separata, continuando comunque sporadicamente a sentirsi e a frequentarsi. “Era sempre un dentro e fuori”, aveva ricordato in aula la vittima, “a volte mi chiudeva letteralmente fuori casa, la nostra era una relazione malata, ma io tornavo perchè ero stupidamente innamorata. Quando non ero a casa sua dormivo a casa di amici o da mia mamma”.

La sera del 13 luglio la donna era stata fuori a cena con alcuni amici, ma poi, dopo averlo sentito al telefono, aveva raggiunto l’abitazione del suo ex che sapeva essere in compagnia della sorella di lei e del compagno. “Volevo vederlo”, aveva detto al giudice. “Quando ho bussato, lui ha fatto uscire mia sorella e il suo compagno, mi ha fatto entrare e poi mi ha preso, mi ha buttato per terra e mi ha spaccato quattro bicchieri in testa. Non abbiamo neanche parlato, lui è andato fuori di testa”. La donna aveva riferito di aver visto il sangue, di essere riuscita a rialzarsi e a scappare. “Ho urlato tanto forte che è uscito qualche vicino. Mia sorella e il suo compagno erano già giù in cortile quando mi hanno visto scendere. Ero già con la testa aperta. Piangevo e ho urlato di chiamare un’ambulanza”. La donna aveva poi rivisto l’ex compagno. “Aveva bevuto”, aveva raccontato, riferendosi a quella sera di luglio. “Forse era sotto l’effetto di qualcosa, comunque non gli ho mai chiesto spiegazioni”.

Nel secondo episodio, che risale al 30 agosto, la vittima stava prendendo l’aperitivo all’esterno di un locale quando lui si era presentato. “Mi ricordo solo che aveva preso il bicchiere di quello che stava bevendo e me l’ha svuotato in testa. Io gli ho dato un calcio e lui mi ha preso la testa e mi ha buttato per terra. Aveva gli anfibi, mi ha dato due calci in bocca e mi ha rotto anche il polso. Sono svenuta per cinque minuti e quando sono riuscita a rialzarmi lui era già sparito. Qualcuno nel frattempo aveva chiamato carabinieri e ambulanza”. “Dopo quell’episodio”, aveva concluso la donna, “forse ci siamo rivisti ancora un paio di volte e poi basta”.

Sara Pizzorni

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