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Monteverdi Festival, buona la prima
L'Orfeo di Cigni accende il pubblico

foto anteprima Sessa

Un’aura mistica e un po’ fantastica, impregnata di magia: questa l’atmosfera che la regia di Andrea Cigni ha saputo portare sul palco del Ponchielli, dove è andata in scena la rappresentazione dell’Orfeo di Monteverdi, nella prima dell’omonimo Festival.

Un teatro gremito, con la presenza delle maggiori autorità cittadine, ha accolto con entusiamo la rappresentazione made in Cremona, tornata in scena dopo 4 anni dalla prima edizione.

La prima scena inizia in fondo alla platea, dove la Musica accompagna l’attenzione degli spettatori fino al palco, dove le ninfe e i pastori celebrano le nozze di Orfeo ed Euridice.

La messa in scena di Cigni richiama costantemente agli elementi favolosi e fantastici propri del mito di Orfeo, in un’atmosfera ben sottolineata dalla musica dell’orchestra e coro del Monteverdi Festival. Una costante e attenta ricerca dei suoni e delle voci che si fondono in un tutt’uno armonico e sublime, ben sottolineato dagli efficaci giochi di luce e di ambientazione, tesi a sottolineare ogni passaggio di scena.

Così la discesa di Orfeo negli inferi lo porta in un viaggio oscuro che opera in lui una vera e propria metamorfosi, sempre più evidente man mano che si immerge in un’atmosfera onirica e surreale, ma anche cupa e oscura. Ed è qui che si compie la metamorfosi definitiva del protagonista.

Una rappresentazione che la bravura degli artisti sul palco ha reso ancora più efficace, come testimoniato dallo standing ovation finale del pubblico.

Laura Bosio

Servizio video Federica Priori

Fotografie di Francesco Sessa

Il sovrintendente Cigni con il papà

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