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Bullismo: "Nel caso di mia figlia
la scuola ha fallito il compito"

da Silvana Gambino

Ho vissuto la scuola da docente, sono stata in contesti scolastici dove ho visto insegnanti spendersi e donarsi ai propri alunni, con i risultati sorprendenti di contesti classe di successo, dove gli alunni vengono presi per mano.

Ma ho visto anche il contrario.

Ci tengo a spiegarmi con la collega della Virgilio, che ha spiegato bene il suo lavoro, l’intervento della scuola atto a migliorare le relazioni e l’integrazione degli alunni, del come riesce a fronteggiare i problemi di bullismo che si presentano.

Perché lo sappiamo bene tutti, che i problemi ci sono.

Rispetto il suo lavoro e sono certa che lo fa con tanto impegno, so bene che la scuola sta mettendo in atto nuove strategie atte a contrastare questo fenomeno che si allarga sempre più.

Purtroppo mia figlia ha vissuto una realtà diversa.

Io racconto di lei, delle sue difficoltà e fragilità, di tutte le situazioni avverse che ha vissuto.

Sono reali, sono state vissute ed hanno lasciato un grande segno.

Io racconto di mia figlia e la scuola che ha vissuto.

Non racconto della scuola in senso lato, so bene che ci sono dei contesti positivi, però per favore, non ditemi che non esistono i contesti negativi.

Non ditemi che adesso il problema è “mia figlia”.

Di certo ha molte fragilità, sulla certificazione fra le altre voci, una dice così: Ansia scolastica pregressa, utile un contesto scolastico accogliente”.

Ansia scolastica, capite?

Un’ansia che si è aggravata nel tempo, poiché il contesto scolastico accogliente non l’ha trovato.

Non me ne voglia se lo scrivo, questa è la realtà di oggi.

Io ho una figlia adolescente, con una sofferenza grande.

Se fosse sua figlia?

Se fosse la figlia di chi dice che non è vero? di quella prof che dice di sapere tutto? che insiste per screditare il mio racconto, continuando a interferire sui social, accusandomi di raccontare il falso!

Peccato, che parli adesso, ad anno scolastico finito, avrei preferito che si interessasse al problema prima di farlo precipitare, avrei voluto un messaggio di comprensione, quando hanno ricevuto la mia mail con quanto asserisce una professionista, dottoressa ” PRIMARIO OSPEDALE MAGGIORE DI CREMONA”.

Non ha parlato nessuno dopo quella mia mail, dove dico, ad Aprile, che mia figlia non frequenterà più.

Avrei molto da raccontare in merito a quest’argomento, ma sono stanca.

Ormai capisco al volo, che l’interlocutore non capisce ed evito di continuare e continuare a spiegare all’infinito, a dimostrare e dimostrare ciò che risulta visibile ai medici e invisibile agli insegnanti.

Io racconto la nostra esperienza, se dico la scuola ha fallito, lo ribadisco, la scuola e il contesto che ha vissuto mia figlia ha fallito nel suo compito.

Non si devono indignare i docenti che fanno della scuola un luogo sano, accogliente e vincente.

Non si devono indignare i docenti che lavorano intensamente, cercando sempre le soluzioni, che lavorano a scuola, portando anche il lavoro a casa, che non hanno orario, che si mettono in discussione, dando sempre il meglio in tutto.

Ma non impeditemi di raccontare, sapete benissimo che queste cose succedono, ne parlano giornali e telegiornali, ci sono associazioni che lavorano per aiutare i ragazzi vittime di bullismo.

Non parlo di alieni, racconto la vita.

Racconto il dolore…

Grazie

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