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Rottura tra Conte e Grillo? M5s
cauto sul territorio: "Aspettiamo"

C’è attesa nel M5s per la conferenza stampa di Giuseppe Conte, prevista per il tardo pomeriggio. La spaccatura sembra essere dietro l’angolo dopo lo scontro avvenuto tra l’ex premier e il garante del Movimento, Beppe Grillo.

Scontro arrivato in seguito alle 32 pagine di quello che dovrebbe essere il nuovo statuto del M5s, per la cui stesura è stato dato mandato proprio a Conte. Ma all’ex comico qualcosa non è andato giù; cosa, non è dato saperlo perché lo statuto non è stato reso noto ai più, men che meno alla base del Movimento.

Il gruppo cremasco continua a sperare che lo strappo tra il garante e il leader si possa ricucire: “Riteniamo che sia Grillo che Conte siano necessari al M5s”. Ma è stato proprio Grillo a dichiarare che “una diarchia è inaccettabile”.

“L’auspicio che abbiamo – ha spiegato il consigliere comunale Manuel Draghetti – è che approdino ad un accordo. Ovvio che apprezziamo il rinnovamento promosso da Conte, ma il M5s non può diventare il suo partito”. Per Draghetti un Movimento senza Conte è possibile, perché “il M5s è intelligenza collettiva”.

Nessun rancore, comunque, se l’ex premier dovesse prendere un’altra strada: “Se il suo modo di concepire la politica non dovesse essere più in linea con quello del M5s, nessuno lo accuserebbe di tradimento”.

E’ evidente come, al momento (e probabilmente almeno fino al termine della conferenza del professore), si possa ragionare solo “per tifoseria”, perché come scritto, nessuno è a conoscenza del contenuto dello statuto. “Ci stiamo informando solo con quanto emerso sulla stampa – commenta il consigliere regionale Degli Angeli – Certo è che una rifondazione del Movimento non può essere attuata senza tenere conto delle opinioni del fondatore”.

Per il consigliere l’azione più importante è quella di “riportare il dibattito alla base, coinvolgendo tutti” come avvenuto per gli Stati Generali che si sono svolti tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021. “A Conte è stato chiesto di scrivere lo statuto, ma questo deve mantenere i capisaldi del Movimento e i suoi aspetti valoriali. Il dibattito è legittimo, anche con toni accesi: sono certo del gran lavoro dell’ex premier, ma credo sia giusto che gli vengano mosse delle osservazioni”.

Una volta approvato dal garante, lo statuto avrebbe dovuto essere valutato e sottoposto alla votazione degli iscritti. Se Conte dovesse lasciare il Movimento, ad integrare lo statuto attualmente in vigore con quanto emerso agli Stati Generali.

“Spero, in ogni caso, che nel diverbio tra Grillo e Conte vi sia una parte importante di contenuto, non che sia solo una lite per mantenere la leadership”, ha concluso Degli Angeli.

Ambra Bellandi

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