Ambiente
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Bike sharing, feeling mai nato
Comune non rinnova contratto

Nella foto del 2014 il debutto del bike sharing con l'amministrazione di Oreste Perri

Ha avuto un primato il bike sharing a Cremona quando è sbarcato una decina di anni fa, prima città in Italia sotto i 500 mila abitanti a inserire questo tipo di modalità di spostamento vista ai tempi come grande opportunità. Ma ora ha anche il triste primato dello scarso utilizzo, per questo la Giunta ha deciso di non rinnovare il contratto all’azienda fornitrice, Bicincittà.

Ora però si pone un problema su come utilizzare e cosa fare di tutti i reggi bicicletta e delle biciclette acquistate dal Comune e costate circa 250 mila euro. Tra le valutazioni prese in considerazione dall’assessore Simona Pasquali, quella di poterle destinare a qualche cooperativa cremonese.

D’altronde il bike sharing a Cremona non ha mai funzionato, gli abbonamenti da anni sono fermi a una trentina, vuoi perché ogni cremonese è dotato di biciclette, vuoi perché Cremona è una città che si percorre facilmente a piedi.

Il bike sharing era stato pensato per il turismo e i lavoratori, tanto che la precedente Giunta ancor prima che decadesse il contratto con Bicincittà, aveva provato a farlo ripartire lo scorso anno posizionando nuovi reggi biciclette, in previsione di una maggiore richiesta legata alla nascita del Polo tecnologico e del nuovo campus della Cattolica. Una postazione poi era stata messa per servire il campeggio e il turismo low cost. Ma nonostante tutto, l’afflusso di iscritti è sempre stato molto basso. Da qui la scelta della giunta di non rinnovare il contratto.

Silvia Galli

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