Cronaca
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In pensione il direttore
sanitario di Cremona Solidale

Cremona Solidale saluta il suo direttore sanitario, il dottor Aldo Pani, in pensione dal primo agosto anche se già da lunedì prossimo sarà in seconda linea per affiancare la collega Simona Gentile che prenderà il suo posto nella complessa organizzazione dell’azienda comunale di servizi alla persona.

 “Ultimo giorno di lavoro per Aldo Pani, per tanti anni Direttore Sanitario di Cremona Solidale”, si legge nel post pubblicato ieri su Facebook dall’azienda. “Ti ringraziamo per tutto il tuo lavoro, medico ciclista! Siamo certi che non ti dimenticherai di noi. Magari ti incontreremo nei nostri ambulatori oppure in bicicletta mentre vai a visitare i tuoi pazienti”.

Il riferimento alle due ruote non è casuale: Pani  ne è un appassionato cultore e oggi si sta preparando per la trasferta di domani sul lago d’Idro insieme a un nutrito gruppi di cremonesi.
In questa breve intervista, però, il sorriso di chi sta per godersi un po’ di riposo si spegne subito al ricordo di quanto ha vissuto nell’ultimo anno e mezzo.
Dottore, da quanto lavora a Cremona Solidale?

“Beh, da un bel po’ di tempo, il ruolino dello stipendio dice dal 1 marzo 1998. Mi sono laureato nell’82 e ho sempre lavorato in strutture per anziani. Alla fine di questa carriera, che in realtà continuerà con la libera professione qui negli ambulatori di Cremona Solidale e nei domicili dei pazienti,  mi sono accorto di aver sempre svolto servizio in queste strutture. E’ la storia di una vita, insomma”.

Ma cosa è cambiato nella sua professione di geriatra nell’ultimo anno e mezzo?

“E’ stato un periodo duro per il mondo intero e lo è stato anche per noi particolarmente. Sia per la terribile virulenza del virus sulla popolazione che noi curiamo, sia per alcuni effetti collaterali che hanno coinvolto la nostra professione di medici nella Rsa. Già c’era il problema di essere stigmatizzati per il fatto di essere i medici della cronicità, delle ultime fasi della vita, della impossibilità di guarire… e poi siamo stati coinvolti umanamente quasi come fossimo responsabili della pandemia stessa. Questo ci è pesato moltissimo, oltre al fatto di ad aver perso tanti colleghi che non manco di ricordare ogni giorno. Tra questi, un caro amico e un professionista come Luciano Abruzzi”.
“E’ stato un periodo difficile sia per la situazione interna sia per quella esterna, per questo senso di colpa che ci è stato gettato addosso. Siamo ancora in battaglia”.

Come è andata la campagna vaccinale tra il personale?

“Alla fine a Cremona Solidale il 99,9% delle persone sono vaccinate. Abbiamo avuto qualche difficoltà di approvvigionamento, però la campagna si è svolta bene. Come dicevo io sorridendo, vaccinavamo anche le persone che passavano in tangenziale”.

Parliamo delle visite ai parenti agli ospiti della Rsa, altro tema che ha suscitato qualche polemica.

“Ora si svolgono in sicurezza, anche grazie al prezioso aiuto dei volontari di Siamo Noi, di Auser, di Avulss. I parenti accedono almeno una volta alla settimana se non di più se la situazione lo necessita e vedono i parenti per almeno 30 minuti senza barriere, ma de visu. Abbiamo lasciato un tavolo per garantire una minima separazione, è vero che non c’è un contatto fisico completo, ma almeno visivo e ravvicinato sì. E’ un contatto quasi fisico.

Quale consiglio darà alla dottoressa Gentile?

“La vedrò lunedì prossimo, l’augurio glielo farò di persona. E’ una cara amica, abbiamo fatto un ottimo acquisto. Ci siamo già sentito molto spesso, ora è lei a prendere il mio posto. Io passo in seconda linea, ma non mi ritiro”.

Giuliana Biagi

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