Cronaca
Commenta

Covid sulle imprese, l'analisi nella
tesi di laurea di una cremonese

La pandemia ha provocato ripercussioni importanti sull’economia e sulle imprese: c’è chi ha vissuto un periodo particolarmente felice, nella fattispecie il settore alimentare, mentre altre branchie hanno subito duri contraccolpi. L’analisi emerge dalla tesi di laurea di una ragazza cremonese, Chiara Addis, laureata in Scienze dell’Economia e della Gestione Aziendale all’università Cattolica dal titolo “Emergenza Covid e organizzazione del lavoro nelle imprese”.

“Ho riscontrato come determinati settori, come la ristorazione, la ricezione, hanno subito un grande calo, con effetti devastanti come cassa integrazione e licenziamenti. Anche la moda, settore in cui il made in Italy è sempre stato riconosciuto, ha visto un andamento discendente. Al contrario, la gastronomia ha vissuto un boom economico”. In particolare, hanno vissuto un momento particolarmente felice il settore dei vini e dei formaggi.

Ma dall’elaborazione è emerso soprattutto come i vari lockdown abbiano modificato profondamente l’organizzazione del lavoro nelle aziende, aprendo il campo al lavoro agile: “Il 68% delle aziende ha deciso di prolungare l’attività di Smart working anche nella fase di ritorno ad una nuova normalità” spiega Addis. Insomma, i vantaggi dello smart working si sono rivelati numerosi non solo per il lavoratore, ma anche per le stesse imprese.

Esso “ha impattato in modo effettivo sulla cultura aziendale, portando ad un cambiamento culturale negli individui che lavorano in azienda, sulla loro identità, sulle loro emozioni e sul loro benessere”. In particolare, si sono sviluppati fenomeni come il south working, ossia consentire a chi vive nel sud Italia di restare nelle proprie terre, pur lavorando per aziende del nord. Una delle tante nuove frontiere del lavoro agile che, sempre più è destinato a diventare una modalità definitiva, da affiancare all’operatività tradizionale.

Laura Bosio

© Riproduzione riservata
Commenti