Cronaca

Povertà digitale, il nuovo scoglio:
un bando da 30mila euro per uscirne

Un bando da 30mila euro da assegnare al miglior progetto che aiuti le persone più fragili e vulnerabili a conoscere ed utilizzare gli strumenti digitali, sempre più indispensabili nella gestione delle pratiche quotidiane. E’ l’obiettivo che si propone Fondazione Città di Cremona che ha da poco pubblicato un bando per finanziare un progetto di educazione digitale fino al 70% del suo costo e per un massimo di 30mila euro.

“La pandemia ci ha messo davanti all’evidenza dell’importanza di poter accedere a tanti servizi in via telematica”, afferma Uliana Garoli, presidente del Cda di Fondazione Città di Cremona. “Vaste fasce di popolazione sono escluse dall’utilizzo di queste tecnologie, in particolare anziani, stranieri e in generale chi vive in condizioni di vulnerabilità. Per questo abbiamo pensato di incentivare la realizzazione di un progetto di educazione digitale che abbia questo target di riferimento, con l’ulteriore obiettivo di coinvolgere soggetti giovani quali promotori dell’azione formativa.

“Saranno presi in considerazione – continua Garoli – progetti presentati da associazioni che operano nel campo del volontariato o della cooperazione sociale, ma anche, tra gli altri, enti privati che esercitino attività di rilevante interesse sociale, oltre ad istituzioni scolastiche”.

Il bando ha una scadenza ancora molto lontana, il 2 novembre: il progetto dovrà essere realizzato e rendicontato entro 12 mesi dalla data di approvazione a meno che si tratti di progetti pluriennali (il testo completo si trova su www.fondazionecr.it).

Fondazione Città di Cremona sta cercando da anni di aprire sempre più i suoi spazi alle esigenze della società cremonese. Recentissima, la concessione dei locali al piano terra di Palazzo della Carità, con ingresso da Via Aselli, alla Scuola di Seconda opportunità, progetto dei Servizi Sociali del Comune per recuperare i ragazzi che abbandonano prematuramente la scuola.

“La nostra istituzione – afferma Garoli –  è il frutto della generosità cremonese che si è espressa nel corso dei secoli, quindi fa parte della nostra missione aprirci alla città. Nascono da questo spirito le collaborazioni con diversi soggetti culturali e di impegno sociale: con il Fai abbiamo aperto le porte di palazzo Fodri per le giornate di primavera e il Palazzo della Carità; lo stesso è avvenuto con Porte Aperte Festival, ospitando gli incontri letterari nello splendido cortile sempre di palazzo Fodri. Grazie al Soroptimist è stato aperto un Baby Pit stop per le mamme nella nostra sede. E altre interessanti partnership sono in vista”.

Tra le iniziative di impatto anche urbanistico avviate negli ultimi anni da Fondazione, la ristrutturazione dell’immobile di via XI febbraio 60, il progetto Oltre il Giardino, il recente avvio del recupero della palazzina storica del Soldi di via Brescia, dove si sta realizzando il nuovo centro diurno integrato e la comunità alloggio per gli anziani.

“Le donazioni, i lasciti sono importantissimi, piccoli o grandi che siano”, conclude Garoli. “Nel 2020 è stato introitato il legato Azzolini, già in parte utilizzato per adeguare il centro diurno Barbieri di via XI Febbraio e altri interventi sono previsti. E sempre nel 2020 il cittadino Martino Rossi ha donato una somma da destinare agli scopi sociali della Fondazione. L’auspicio è che nel futuro questi gesti trovino sempre maggiore risalto. gb

 

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