Cronaca
Commenta

Lavoro, nei primi 6 mesi 2021
drastico calo di infortuni e vittime

Importante calo degli infortuni sul lavoro nei primi sei mesi del 2021, quasi il 30% in meno del 2020: le 3027 denunce registrate l’anno scorso in quel periodo scendono infatti a 2318. Ottimi anche i numeri legati ai decessi, che passano da 19 a 2. A segnalarlo è la Uil di Cremona-Mantova, che evidenzia come però come il dato, seppure confortante, sia “fortuito e legato più allo stop delle attività che non ad un reale cambiamento del sistema di controllo e sicurezza”.

Insomma, non c’è molto da festeggiare, secondo il sindacato, convinto come questo problema abbia “raggiunto un livello insostenibile, per cui politica e imprese devono collaborare con le parti sociali per cambiare la situazione. Non è passata inosservata la notizia dei controlli in aziende medie e piccole che hanno portato a riscontrare irregolarità nel 100% dei casi, con il dilagare di lavoro nero e caporalato”.

Il sindacato afferma da tempo che “la ripresa non può ricadere sulle spalle di chi lavora con sfruttamento e mancanza di sicurezza”. E i dati dei primi sei mesi del 2021 danno concretezza a questo grido di allarme: a livello nazionale, rispetto all’analogo periodo del 2020, si registra un aumento delle denunce di infortunio nel complesso (+21.908), un decremento di quelle mortali (-32) ad eccezione del settore delle Costruzioni (+16 casi) e una risalita delle malattie professionali.

In Lombardia, le denunce presentate all’Inail nel periodo di gennaio-giugno 2021 sono state 50.082 con una diminuzione del -5,76%. In diminuzione le denunce di infortunio con esito mortale presentate nel primo semestre del 2021: 72, rispetto le 145 dello stesso periodo dell’anno precedente. “Ancora troppe, a fronte di un periodo di semi-lockdown che formalmente ha comportato meno ore lavorate” secondo Paolo Soncini, segretario provinciale Uil.

Anche alla luce del discorso del Presidente Mattarella, la UIL ribadisce le sue richieste: “E’ necessaria maggiore formazione nei confronti dei lavoratori perché siano coscienti dei problemi e dei rischi, così come una maggiore sensibilizzazione delle organizzazioni datoriali perché si diffonda una cultura della sicurezza. Alla politica serve più coraggio nell’implementare il sistema di controllo e ispezione dei luoghi di lavoro. Per questo, il sindacato auspica che le scelte politiche vadano in questa direzione e che una parte del Recovery Plan venga impiegato nell’assunzione di personale dedicato alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”.

© Riproduzione riservata
Commenti