Cronaca
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L'avvocatura di Cremona e
Crema nel nuovo libro di Nuzzo

FOTO SESSA

“Avvocati di Cremona e Crema – Spigolature storiche dal Medioevo ad oggi”. E’ il nuovo lavoro dell’ex magistrato Francesco Nuzzo, questa volta dedicato all’avvocatura. La presentazione del libro di Nuzzo, studioso, storico, archivista di Stato e autore di numerose pubblicazioni, è avvenuta questa mattina in tribunale nella sede dell’Ordine degli avvocati alla presenza della presidente Marzia Soldani e dei consiglieri Arabella Cantalupo, Annamaria Petralito, Roberto Guareschi, Gianluca Pasquali e della segretaria dell’Ordine Barbara Lantieri (oggi alla presentazione alla stampa era presente anche l’avvocato Gian Pietro Gennari). Il libro, stampato dall’Industria Grafica Editoriale Pizzorni, sarà presentato ufficialmente il 24 settembre alle 16 in Comune con il sindaco Gianluca Galimberti. In programma, ma ancora da fissare, la presentazione a Crema con il sindaco Stefania Bonaldi.

“Un lavoro non semplice, ma alla fine appagante”, scrive l’autore nella pagina dedicata ai ‘ringraziamenti’, “che mi fu richiesto, come una confidenziale sfida, da Marzia Soldani, Daniela Radi e Arabella Cantalupo per l’Ordine degli avvocati di Cremona”. Le “spigolature storiche” sono “notizie e fatti relativi all’avvocatura cremonese e cremasca, raccolti alla rinfusa come le spighe lasciate nei campi dai mietitori, prima che questo mestiere tradizionale sparisse, sopraffatto dalle macchine. E il sacco, per rimanere nella metafora, si presenta pieno di inattese scoperte”.

Il lavoro di Nuzzo, come spiega lo stesso autore, aspira a “far conoscere il sistema di giustizia nelle due comunità attraverso i secoli e il ruolo positivo svolto dal ceto forense”. “Il libro”, ha detto Nuzzo in conferenza stampa, “l’ho inteso come un atto d’amore verso le due città che mi sono care, dove mi sono formato, le città alle quali ho dato tutto me stesso e dalle quali ho anche ricevuto. Leggendo, infatti, ci si accorge di una certa partecipazione emotiva”.

Cremona e Crema hanno avuto una storia importantissima nel passato. “Giulio Claro fu  il primo Senatore pretore di Cremona”, ha ricordato Nuzzo, “e fu uno dei maggiori giuristi della nostra storia; Cremona, inoltre, fu indicata città sede di studi dall’imperatore Lotario I, promulgatore del capitolare di Corteolona che costituì le scuole imperiali nell’anno 825; e poi ancora, uno dei più potenti feudatari di quel tempo fu il vescovo di Cremona”. Nel libro si parla anche del ruolo delle donne nell’avvocatura e delle due professioni un tempo appartenenti alla stessa corporazione con ruoli interscambiabili, e cioè i magistrati e gli avvocati”.

“Il volume”, come ha spiegato a sua volta la presidente Soldani, “è stato fortemente voluto dal Consiglio dell’Ordine, impegnato a conservare il proprio patrimonio storico poichè ritiene che il passato sia un momento essenziale per progettare il futuro. E per farlo non potevamo che affidarci al dottor Nuzzo”. “Nel libro”, ha aggiunto la presidente, “c’è la storia del territorio cremonese e dell’avvocatura. Un quadro della cultura di Cremona e della professione dell’avvocato”.

“Un volume”, scrive la presidente Soldani nella presentazione, “la cui storia ci restituisce l’interesse per le nostre radici, ma anche l’orgoglio di esercitare una professione antica e nobile che ha bisogno di assidue conferme contro una cattiva pubblicistica, tesa ad accreditare l’idea dell’azzeccagarbugli di manzoniana memoria. Accentuata, come non mai, anche dalle trovate dell’Europa dei banchieri, dei finanzieri e dei mercanti, che ignorano l’anima vera dell’avvocatura, considerandola una semplice merce da esporre sul mercato degli affari.

A causa di questi fraintendimenti, il mondo forense affronta sfide difficili, causate dal tumultuoso divenire sociale e istituzionale. Stiamo ancora vivendo il dramma di un’epidemia in parte sconosciuta, quasi certamente da collegare anche al dissennato sfruttamento delle risorse del pianeta. L’avvocatura, coinvolta in questa crisi epocale, si muove su fronti paralleli per preservare i diritti primari della persona coinvolta nei processi di giustizia, ma anche la propria dignità quando è chiamata in aiuto. La storia degli avvocati di Cremona e Crema è ricca di questi insegnamenti che vanno trasmessi alle presenti generazioni, affinchè intendano il professionista forense nella sua funzione di sentinella del diritto, di risolutore di liti, figura della giurisdizione al pari del giudice, in quel connubio che rende entrambi necessari alla giustizia”.

‘L’avvocatura’, sosteneva il grande giurista Giuseppe Zanardelli, ‘può dirsi essere non una professione soltanto, ma una istituzione che si lega con vincoli invisibili a tutto l’organismo politico e sociale. L’avvocato, senza avere pubblica veste, senza essere magistrato, è strettamente interessato all’osservanza delle leggi, veglia alla sicurezza dei cittadini, alla conservazione delle libertà civiche, porta la sua attenzione su tutti gli interessi, ha gli occhi aperti su tutti gli abusi ed è chiamato a segnalarli senza usurpare i diritti delle autorità’.

Un libro, quello scritto da Francesco Nuzzo, che porta a comprendere come la giustizia sia sempre stata e sempre sarà da considerare  come una esigenza essenziale per il cittadino. “Oggi”, ha però precisato l’autore, “ci vuole un rinnovamento profondo che restituisca la fiducia nella giustizia, cosa che attualmente non mi sembra di livello elevato”.

Nel libro sono citati tutti gli avvocati che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera, dedicata al compianto avvocato Antonino Rizzo. Un ringraziamento particolare alla nipote, Sara Gandolfi, che ha reso disponibile la “preziosa biblioteca giuridica dello zio”.

Sara Pizzorni

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