Cronaca
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Logistica Katoen: più che il blocco
dei porti pesa il nodo trasporti

Alla Katoen Natie, multinazionale della logistica che nel 2003 ha scelto di insediarsi nel porto di Cremona le proccupazioni non sono tanto legate al blocco delle merci nei porti –  dove sta montando la protesta partita dai portuali di Trieste sull’obbligo del green pass  –  quanto agli effetti a catena del provvedimento che entrerà in vigore domani sull’autotrasporto.

“Il problema del congestionamento dei porti lo stiamo vivendo già da mesi e non solo qui in Italia, ma anche ad esempio Anversa – ci spiega Mieke Van Cauwenberghe, responsabile della sede cremonese di Katoen -.  E’ una cosa che sta andando avanti da mesi e prescinde dalla questione green pass. Ci preoccupa però, in generale, il fatto che possano esserci altre manifestazioni contro il green pass”.

Il grosso delle merci stoccate nei 36mila mq di magazzini cremonesi (più altri 8000 in fase di costruzione, si legge sul sito aziendale), arriva attraverso il terminal ferroviario e a seguire l’autotrasporto. Ed proprio in questo settore che ci sono le maggiori incognite: “Da quanto ci riferiscono le aziende, c’è un 10% di personale che non è in possesso di green pass attualmente. La situazione però potrebbe normalizzarsi nell’arco di 2 – 3 settimane,  visto che in parte stanno provvedendo”.

Di certo, la situazione italiana è anomala rispetto al panorama europeo: in Belgio ad esempio, nei luoghi di lavoro non è più nemmeno necessaria la mascherina

Il problema della logistica poi è direttamente collegato a quello del trasporto e degli autisti stranieri. Molti di loro sono vaccinati con Sputnik, non riconosciuto ai fini del green pass. Una soluzione è stata anticipata questa mattina dalla viceministra delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Teresa Bellanova, intervenuta nel corso di un collegamento con Radio 24: a loro sarà concessa la possibilità di scaricare le merci rimanendo in cabina. La viceministra starebbe per firmare una circolare ministeriale, attesa in giornata.

Bellanova è anche intervenuta sulla situazione generale nei porti, che resta caotica, in particolare a Trieste.

«Il governo non può cedere al ricatto dei portuali di Trieste» ha affermato, e che non c’è «nessuna marcia indietro, nessuna deroga, nessun trattamento di favore. Il Green pass sui luoghi di lavoro è obbligatorio e da questa decisione non si può derogare. Vale nella pubblica amministrazione come nei porti come dovunque. Chi minaccia il blocco delle attività e di attività nevralgiche per il Paese, ne assumerà le conseguenze». gbiagi

 

A QUESTO LINK IL SERVIZIO DI SIMONE ARRIGHI SUI PROBLEMI DELL’AUTOTRASPORTO

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