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Contagi, necessario garantire
copertura per personale sanitario

da Stefano Foggetti - Coordinatore Provinciale Fratelli d’Italia

In relazione alla ripresa dei contagi di queste ultime settimane va certamente potenziata ed estesa ad un numero maggiore della popolazione la possibilità di accedere al ciclo vaccinale anticovid. In questa fetta di popolazione che necessita di una rapida copertura vaccinale, troviamo certamente il personale sanitario, ancora oggi impegnato in prima linea nella dura battaglia di questa pandemia. Medici, Infermieri, personale sociosanitaro, che da Marzo 2020 si trovano a gestire una delle pagine più tristi della nostra storia. Quel personale che tutti noi abbiamo per mesi visto e rappresentato dai media come il nuovo volto degli eroi contemporanei; operatori che in molti casi hanno perso la loro vita nel disperato tentativo di salvare quella di altri.

Proprio loro sono stati i primi a ricevere le prime dosi di vaccino in modo da ottenere una immunizzazione che garantisse maggiore sicurezza per loro stessi e per tutti i pazienti assistiti. Terminato il ciclo vaccinale primario da almeno 6 mesi è ora il momento di ricevere la dose “booster”, una dose di richiamo per aumentare la copertura anticorpale che naturalmente decresce con il passare del tempo.

Prontamente Regione Lombardia mette a disposizione nuovamente il portale online per poter effettuare la prenotazione negli hub vaccinali (anche per le vaccinazioni antinfluenzali), e tra le prime categorie troviamo giustamente gli operatori sanitari e sociosanitari che proprio negli ultimi giorni stanno lamentando difficoltà a trovare slot disponibili in tempi relativamente brevi (posti disponibili a partire dalla metà del mese di dicembre).

Il nuovo centro hub della ASST di Cremona a Castelverde, di dimensioni più piccole rispetto al precedente e con una logistica poco funzionale ad accogliere grandi numeri di persone, sta registrando negli ultimi giorni lunghe attese causate prevalentemente da una grave mancanza di medici dedicati alla fase anamnestica, che generano purtroppo rinunce da parte di molti utenti. Tra questi alcuni sanitari che magari al termine del proprio turno di lavoro si trovano costretti ad attendere anche per più di 2 ore prima di ricevere la dose.

Cosa fare? una risposta organizzativa efficace ed efficiente, e di buon senso, sarebbe quella di vaccinare almeno tutti gli operatori sanitari presso l’ASST come era stato fatto per la prima e seconda dose. Questa decisione permetterebbe da un lato di agevolare gli operatori che al termine del turno di lavoro potrebbero ricevere direttamente il vaccino, e dall’altro si potrebbero utilizzare i medici specialisti ospedalieri per la fase anamnestica ottimizzando in questa maniera la loro presenza anche nell’hub.

Una proposta di buon senso che speriamo possa nel minor tempo possibile concretizzarsi, così come è stato per altre ASST del territorio lombardo che hanno dedicato percorsi vaccinali facilitati per i propri dipendenti.

Tutto questo non per creare cittadini di serie A e di serie B, ma è chiaramente sotto gli occhi di tutti che le prime categorie a cui dare la possibilità di vaccinarsi debbano essere i fragili e chi, nel caso, ha poi il compito di curarci.
Inoltre, in vista dell’aumento continuo di prenotazioni per la dose “booster” e l’impossibilità di trovare “slot” liberi per gli utenti nell’attuale hub, auspichiamo che ASST, in collaborazione con ATS e Regione Lombardia, trovi quanto prima soluzioni adeguate per ripristinare le capacità di somministrazioni adeguate.

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