Cronaca
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"Basta stereotipi sessisti, sì
all'educazione civica a scuola"

Così il presidente del tribunale Anna di Martino
al convegno organizzato a palazzo di giustizia
per la giornata contro la violenza sulle donne

Da sinistra, la vice dirigente della Questura Claudia Vismara e il presidente del tribunale Anna di Martino

Fuori, proiettato sulla facciata del palazzo di giustizia di Cremona, il video realizzato da Emilia Persenico, un’artista che utilizza le proprie opere per denunciare la violenza domestica su donne e bambini, un cortometraggio proiettato in 64 paesi italiani ed esteri; dentro, nell’aula polifunzionale del tribunale di Cremona, nell’ambito delle iniziative per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’incontro organizzato dal Comitato Pari opportunità dell’Ordine degli avvocati, il cui presidente è l’avvocato Pia Gerevini.

Presenti, il presidente del tribunale Anna di Martino, il presidente dell’Ordine Marzia Soldani, l’assessore alle Politiche sociali, Fragilità e Pari opportunità del Comune Rosita Viola, il vice dirigente della Divisione anticrimine della Questura Claudia Vismara, lo psichiatra Franco Spinogatti, direttore del Dipartimento di salute mentale e delle dipendenza presso l’Asst di Cremona, e la consigliera di Parità per l’Amministrazione Provinciale, avvocato Cristina Pugnoli. Ad intervallare i vari interventi,  le letture di Milena Fantini ed Ernestina Gerevini.

Cosa si può fare per far fronte al preoccupante fenomeno della violenza sulle donne? Prima di tutto, secondo l’assessore Viola, “fare rete: tutti insieme, nella quotidianità, possiamo contribuire al cambiamento culturale”. “Educare i giovani ad un cambio di mentalità”, secondo il presidente dell’Ordine degli avvocati Marzia Soldani. “E tocca a noi per primi, che facciamo parte delle istituzioni, riflettere sul tema e trovare soluzioni”.

Anche secondo il presidente del tribunale Anna di Martino, fondamentale è l’impronta data in famiglia: “la madre di un figlio maschio dovrebbe essere la prima ad educare al rispetto per le donne”. E poi la scuola: “Inserire l’educazione civica come motore di insegnamento”. E, cosa essenziale, sfatare alcuni stereotipi sessisti: il presidente ha fatto riferimento alla  condanna inflitta nel maggio del 2021 dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo all’Italia, costretta al risarcimento di 12.000 euro per danni morali ad una giovane donna. Sotto accusa la sentenza con cui, nel 2015, la Corte d’Appello di Firenze aveva assolto i sette imputati di un procedimento per stupro, ribaltando la condanna disposta in primo grado per sei di loro. A ricorrere alla Corte Europea era stata proprio la donna, contestando non tanto la pronuncia di assoluzione, quanto il contenuto della sentenza, in particolare l’ingiustificato rilievo dato dalla Corte fiorentina alle sue abitudini di vita, sminuendone la credibilità e minimizzando la violenza subita. “In un processo per abuso sessuale”, ha detto il presidente, “si tende a giudicare l’attendibilità della persona offesa, si pretende da lei perfezione, ma è sbagliato tecnicamente. Il reato c’è quando non è dimostrato il consenso della donna al rapporto”.

E poi il tema del “codice rosso”, il canale prioritario per contrastare i reati di maltrattamenti, violenza sessuale, stalking e lesioni commesse in contesti familiari o nell’ambito di relazioni di convivenza. Per il presidente di Martino, una legge che va migliorata: “manca una selezione delle notizie di reato che devono essere vagliate in tempi brevi”.

Sara Pizzorni

A sinistra il presidente dell’Ordine degli avvocati Marzia Soldani. Dietro, Pugnoli, Vismara e di Martino

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