Cronaca
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Senza green pass, sospeso dal lavoro
Aem deve ricorrere a un esterno

La sede di Aem in via Persico

Non è possibile avere una stima precisa dei lavoratori che rifiutano di fare il green pass, certo è che per qualcuno la sospensione dello stipendio non rappresenta un incentivo né a vaccinarsi e nemmeno ad effettuare il tampone. E’ il caso di un dipendente di Aem che lo scorso 4 ottobre ha comunicato di non intendere presentare il certificato verde. Non si parla ovviamente del super green pass, che dal 6 dicembre diventerà obbligatorio per accedere ad alcune attività, ma della semplice certificazione verde di base, che co il decreto legge del 21 settembre è diventata obbligatoria per andare a lavorare.

Ebbene, l’azienda ha preso atto della volontà del dipendente che svolge una mansione d’ufficio, ma non ha trovato al suo interno nessuno che possa sostituirlo.

E così si è dovuta rivolgere ad un soggetto esterno, in particolare, in questo caso, uno studio di consulenza fiscale cittadino con cui stava già collaborando.

Per il presidente di Aem, Massimo Siboni, si tratta di un caso unico in azienda, che esemplifica quanto sta avvenendo in molte altre attività sia pubbliche che private. Le sostituzioni ben difficilmente sono a costo zero, tanto che Aem ha dovuto ipotizzare una spesa complessiva, dal 15 ottobre al 31 dicembre, di 40mila euro. Ma al di là dei maggiori costi che comporta un libero professionista ad ore rispetto a un dipendente, c’è il problema del dover istruire il nuovo arrivato sulle pratiche da sbrigare, con una perdita di efficienza almeno nella fase iniziale.

Una delle novità contenute nell’ultimo decreto Covid del 24 novembre, è la possibilità per il lavoratore dipendente di consegnare il proprio green pass all’azienda, per evitare il controllo giornaliero del QRCode. Ma la sua applicazione è controversa, dal punto di vista del rispetto della privacy, anche in presenza del consenso del lavoratore.

Lo stesso decreto impone poi l’obbligo della terza dose di vaccino ai soggetti per i quali la legge già prevedeva l’obbligo di vaccinazione, cioè per i sanitari e gli operatori delle RSA.
L’estensione ha validità a decorrere dal 15 dicembre prossimo ed esclude la possibilità di essere adibiti a mansioni diverse.
Inoltre, viene esteso l’obbligo vaccinale a ulteriori categorie, sempre a decorrere dal 15 dicembre: personale amministrativo della sanità; docenti e personale amministrativo della scuola; militari; forze di polizia, compresa la polizia penitenziaria; personale del soccorso pubblico. gbiagi

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