Cronaca
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La speranza ha il volto
di Souddit, dal Togo a Cremona

E’ una bella storia di speranza, quella raccontata dalla Caritas Cremonese in questo periodo natalizio. E’ la storia di Souddit, ventenne del Togo, arrivato a Cremona nel 2017 quando era ancora minorenne, e che ora fa l’ausiliario alla casa di riposo di Castelverde. Ogni giorno, quando è di turno, percorre con la bicicletta elettrica i sette chilometri che separano la Casa dell’Accoglienza, dove vive, e la Rsa di Castelverde.
E’ lui che racconta la sua storia, raccolta dal sito Internet della Caritas.

“Non ho deciso io di venire qui – comincia – Sono scappato dal mio paese quando sono rimasto orfano. Mia mamma è morta quando mi ha partorito, mentre mio papà è morto in prigione dove era stato rinchiuso come oppositore. Allora mi sono messo in viaggio e sono arrivato in Libia. Sono finito in prigione. Una mattina mi hanno svegliato e mi hanno buttato sulla barca. Dopo sei giorni, mi sono ritrovato in Italia”.

A Cremona, ha studiato per ottenere il diploma di terza media e poi quello per ausiliario.  Un bel voto all’esame, qualche esperienza di tirocinio presso strutture per anziani e disabili del territorio e il 28 luglio di quest’anno, l’assunzione presso la casa di risposo di Castelverde. “Mi piace lavorare con gli anziani – dice – Loro mi dicono che sono bravo”.

Souddit non si accontenta dei traguardi raggiunti ed è già in pista per centrare i prossimi obiettivi. C’è la patente (“Mi sono iscritto ma non sempre con i turni riesco a frequentare”) e c’è la casa (“Mi piacerebbe trovare un alloggio mio, ma sto aspettando il documento perché senza quello non posso cercare”). Anche dal punto di vista formativo, Souddit ha delle aspirazioni: “Voglio continuare gli studi – dice – Mi piacerebbe fare il corso per Operatore socio sanitario e in un futuro studiare per diventare infermiere. Dipende se riesco con i turni. La testa ce l’ho per farlo…”.

Una testa che è concentrata sugli obiettivi qui, ma che pensa tutti i giorni al Togo. “In Togo mi è rimasto uno zio che ha tre bambini – conclude Souddit – Ci sentiamo spesso. Da qui io provo ad aiutare lui e i suoi figli e anche i bambini orfani del mio paese. Perché possano studiare e non essere delinquenti…”. Perché abbiano una possibilità e con impegno si possano costruire un futuro. Come lui.

fonte: www.caritascremonese.it

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